Milano, Malpensa: La Procura indaga su fondi neri per il nuovo trenino di collegamento interno

Guardia di Finanza

La polizia tributaria, su ordine del pm Bruna Albertini, sta indagando riguardo a sospetti fondi neri su un appalto ferroviario di Malpensa. Gli investigatori hanno acquisito una corposa documentazione nella sede delle Ferrovie Nord per fare luce su un affare da 115 milioni di euro.

Secondo quanto si apprende dal quotidiano Repubblica, oggetto dell'attività investigativa sarebbe la realizzazione "di opere di collegamento ferroviario tra il Terminal 1 (T1) e il T2 dell'aeroporto internazionale di Malpensa, Lotto 2". E dall'ordine di esibizioni degli atti, anche se la notizia è tutta da confermare, si inferisce che la Procura starebbe indagando su manager, "più altri", di due società, riconducibili alla Titania srl. Le due società si sono aggiudicate le gare di appalto e subappalto della sede ferroviaria.

L'accusa sosterrebbe che eventuali violazioni sarebbero state commesse "in data primo gennaio 2014 e permanenti sino al 22 luglio 2015". I reati contestati potrebbero essere quelli di frode fiscale, omessa dichiarazione dei redditi e false fatture.

La Procura, dopo aver sequestrato la documentazione necessaria presso l'Aveco, ha deciso di approfondire la natura del contratto di subappalto in essere tra Itinera e la Titania. La finanza ha preso non solo tutte le carte riguardanti le forniture e l'affidamento dei lavori, ma anche quelle inerenti "all'avviso di gara e alla pubblicazione del bando".

La gara d'appalto, pubblicata ufficialmente l'8 aprile 2014, prevedeva di 3,6 chilometri di tratta ferroviaria. Il costo dell'opera è coperto da contributi Ue, nazionali, regionali e dalla Sea (società di gestione degli aeroporti milanesi). Dal ministero Infrastrutture e Trasporti sono stati predisposti 45 milioni, mentre Regione Lombardia partecipa per 31 milioni, la Ue per 23 milioni e la Sea per 16 milioni.

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