Maldive, il vicepresidente arrestato dopo l’attentato al presidente

Visiting Maldives President Abdulla Yameen Abdul Gayoom addresses a press conference in Colombo on January 22, 2014. The Maldives President arrived on a three-day official visit to the island. AFP PHOTO/ LAKRUWAN WANNIARACHCHI        (Photo credit should read LAKRUWAN WANNIARACHCHI/AFP/Getty Images)

Lo scorso 28 settembre il presidente delle Maldive, Yameen Abdul Gayoom (nella foto), è stato vittima di un attentato dal quale è fortunatamente uscito illeso. La barca sulla quale si trovava, nel tragitto fra l’aeroporto e la capitale, è stata fatta esplodere: nello scoppio sono rimasti feriti la moglie, un assistente e una guardia del corpo.

Ora, a meno di un mese dai fatti, il vicepresidente, Ahmed Adeeb, è stato arrestato con l’accusa di essere il mandante dell’attentato ordito sull’imbarcazione presidenziale.

Il politico è stato fermato all’aeroporto internazionale dell’arcipelago maldiviano e successivamente trasferito nel carcere di Dhoonidhoo Island. Ora dovrà rispondere di alto tradimento.

Il ministro dell’Interno Umar Naseer aveva dichiarato che quanto era accaduto sul motoscafo Finifenmaa era stato “l'effetto dell'esplosione di una bomba con cui si voleva assassinare il presidente”. Sul fatto che il presidente fosse l’obiettivo non vi è alcun dubbio visto che, secondo le indagini compiute dalle autorità locali, l’ordigno esplosivo sarebbe stato piazzato proprio sotto la poltrona dove lui era solito sedersi.

Al momento della detonazione, però, l’uomo si trovava altrove. È stata la moglie, Fathimath Ibrahim, ad avere la peggio: l’esplosione le ha procurato gravi danni alla colonna vertebrale e la donna si trova ancora ricoverata all’ospedale.

Prima che il cerchio si stringesse intorno al vicepresidente erano già stati arrestati due militari ed è stato esonerato il ministro della Difesa.

Via | IBT

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