Stefano Cucchi, l'indagine indipendente dei Medici per i Diritti Umani

Il rapporto indipendente sulla morte di Stefano Cucchi: "Ricostruzione dei fatti compatibile tanto con la logica clinica quanto con la verità"

L'associazione Medici per i Diritti Umani (MEDU) ha presentato oggi al Senato della Repubblica un'indagine medica indipendente sulla morte di Stefano Cucchi: l'obiettivo era analizzare eventuali quadri clinici che abbiano avuto una rilevanza nella tragica vicenda e nella morte di Stefano Cucchi e che non siano ancora stati presi in considerazione.

Presente alla presentazione del rapporto c'era anche il senatore Luigi Manconi del PD, da sempre molto presente con la famiglia Cucchi e molto attivo nel chiedere di far luce su questo buio episodio della storia della Repubblica. Come è stato spiegato nel corso della conferenza con questa indagine si è voluto verificare se accanto alle evidenti lesioni fisiche sul corpo del giovane Cucchi vi siano state conseguenze psicologiche al trauma e se un eventuale quadro sintomatico indotto dal trauma psichico abbia influito significativamente sul decorso evolutivo che ha portato alla morte di Stefano Cucchi.

Secondo MEDU infatti nel corso dei due processi sulla tragica morte del ragazzo né le numerose consulenze né la stessa perizia disposta dalla Corte d’Assise hanno in alcun modo indagato il quadro psichico del paziente.

Quanto emerge dal rapporto però è oltremodo scabroso per la dignità dello Stato italiano. "Le violenze inferte a Stefano Cucchi sono causa prima della sua morte" si legge nell'indagine dei Medici per i Diritti umani: "In conseguenza dell'aggressione Cucchi ha sviluppato una grave reazione psicopatologica post-traumatica [...] il trauma psichico e la sindrome da inanizione, la quale ha provocato in modo esclusivo o in concausa la morte di Cucchi"

Grazie al lungo lavoro del MEDU è stato possibile riassumere in 10 momenti le fasi più critiche dell'arresto, della detenzione, del ricovero e della morte di Stefano Cucchi, il 22 ottobre 2009.

Dopo essere stato arrestato e prima di giungere all’udienza, Stefano Cucchi "è certamente vittima di un’aggressione: viene percosso o è comunque sottoposto a violenza intenzionale, così come riconosciuto dalle Motivazioni della sentenza d’appello".
Stando alla ricostruzione dei fatti, scrivono i medici nel rapporto indipendente, è altamente probabile che l’aggressione abbia avuto luogo nel periodo intercorso tra la fine della perquisizione domiciliare (ore 2.00 del 16 ottobre) e la chiamata del 118 da parte del carabiniere di guardia nella caserma di Tor Sapienza (ore 4.30 del medesimo giorno). E’ inoltre possibile ipotizzare che prima dell’udienza di convalida abbia avuto luogo un’ulteriore aggressione fisica.
Successivamente all’aggressione Cucchi riporta, oltre a probabili lesioni minori, certamente lesioni contusive che sono state definite "importanti" sia nella regione frontale sinistra che parieto-temporale destra e una frattura nella regione sacrale; secondo i medici la presenza di una concomitante frattura alla terza vertebra lombare è inoltre sostenuta dai consulenti tecnici delle parti civili.
In conseguenza della violenza Cucchi avrebbe cominciato a lamentare dolori a livello sacro-coccigeo in corrispondenza della frattura sacrale, oltre che alla schiena e agli arti
inferiori, mal di testa e dolori generalizzati.

Nelle ore susseguenti le percosse Cucchi iniziò a manifestare diversi sintomi e comportamenti provocati dal trauma psichico innescato dalla aggressione subita: sofferenza psicologica intensa e prolungata e marcate reazioni psicofisiologiche quando esposto ad aspetti che richiamano la mente al trauma; secondo il rapporto indipendente dei medici al giovane romano viene riscontrata inoltre un'incapacità di ricordare con coerenza l’episodio delle percosse e un'evidente volontà
di non parlare dello specifico evento, oltre che una persistente condotta ritirata ed evitante. L'irritabiliità, la rabbia, l'aggressività verbale, la diminuzione dell'appetito e la forte perdita di peso, la paranoia che si fa spazio nella sua mente, scrivono i medici, sono tutte conseguenze del trauma psichico subito durante il pestaggio.

Le tre ricostruzioni offerte (qui le slide) sono tutte e tre prodotte sulla base delle testimonianze e della documentazione prodotta nel processo di primo grado, oltre che da tutta una serie di elementi probatori e d'indagine inediti. Secondo il rapporto MEDU al giovane sarebbe dovuto essere diagnosticato un "Disturbo correlato a eventi traumatici e stressanti con altra specificazione” del tipo specifico “Disturbo Acuto da Stress sottosoglia".

La sofferenza psicologica di Cucchi sarebbe stata "esacerbata dal dolore fisico e da fattori ritraumatizzanti quali la detenzione e l’isolamento".
La condotta alimentare di Cucchi, che per via del trauma smette di alimentarsi e di curarsi di se stesso con conseguente rapido e drammatico calo ponderale, contribuisce secondo i medici in modo decisivo a sostenere una sindrome da inanizione in un soggetto che già al momento dell’arresto risultava sottopeso.
Il progredire di tale sindrome porta ad un severo squilibrio metabolico-elettrolitico, ad un
probabile arresto cardiaco aritmico e, infine, alla morte di Stefano Cucchi.

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