Marcheno, scomparsa di Mario Bozzoli: indagati 2 dipendenti e 2 nipoti

Si infittisce il giallo della scomparsa dell'imprenditore Mario Bozzoli.

Venerdì 18 dicembre 2015 - Sembrano vicini allo scioglimento i numerosi nodi della vicenda di Marcheno (Bs), quella iniziata con la scomparsa dell’imprenditore Mario Bozzoli lo scorso 8 ottobre e proseguita con il “suicidio” di uno dei suoi operai.

Quest’oggi c’è stata una svolta nelle indagini: due operai della Bozzoli (l’italiano Oscar Maggi e un senegalese) e due nipoti dell’imprenditore (Giacomo e Alex Bozzoli) sono stati raggiunti da un avviso di garanzia e sono indagati per concorso in omicidio volontario e distruzione di cadavere.

Nella mattinata sono state eseguite perquisizioni a carico di dipendenti dell’azienda e dei due nipoti: in seguito a queste indagini sono stati emessi gli avvisi di garanzia per le quattro persone che quest’oggi sono state interrogate nella sede del comando provinciale dei carabinieri di Brescia.

Le perquisizioni hanno riguardato tutti coloro che si trovavano nell’azienda al momento della scomparsa dell’uomo.

Gli inquirenti si sono concentrati sui due nipoti perché Giacomo fece numerosi andirivieni fra la ditta e l’esterno la sera della scomparsa, mentre Alex è stato inquadrato dalle telecamere nell’atto di bruciare alcuni documenti.

La scientifica ha indagato sulla fabbrica e l’ipotesi più accreditata è che Bozzoli e il suo corpo sia stato fatto sparire all’interno dell’azienda. L’ipotesi che il cadavere sia stato distrutto nel forno si sta rafforzando per due elementi: la scomparsa dell’uomo nel tragitto fra capannone e spogliatoio e una fumata anomala del forno in cui si ottengono lingotti di rame.

Irene, moglie di Mario, avrebbe raccontato agli inquirenti di rapporti molto tesi fra Mario Bozzoli e i suoi nipoti. L’uomo, alle 19.13 dell’8 ottobre, telefonò per l’ultima volta alla moglie dicendole che avrebbe cenato con lei sul Lago di Garda, ma non ci sono tracce di Bozzoli fuori dall’azienda. È successo tutto all’interno dell’azienda e probabilmente qualcuno ha visto.

Pochi giorni dopo la scomparsa, uno dei suoi operai, Beppe Ghirardini, è stato trovato morto, avvelenato dal cianuro. Potrebbe esserci stata istigazione al suicidio nei confronti di un testimone. I punti interrogativi restano tanti, ma alcuni nodi cominciano a sciogliersi.

Venerdì 13 Novembre 2015 - Sempre più intricata la vicenda che ruota attorno alla fonderia Bozzoli. Oggi sono arrivati i risultati degli esami effettuati sulla capsula ritrovata nelle stomaco di Giuseppe Ghirardini, l'operaio trovato morto sulla riva di un torrente a Ponte di Legno (Bs). L'uomo è infatti morto per avvelenamento da cianuro, rinvenuto all'interno della capsula trovata nel suo stomaco durante l'autopsia. Questa sorta di baccello non si troverebbe in libero commercio.

Mercoledì 21 ottobre 2015 - Ieri sera il direttore di Giallo Andrea Biavardi, intervenendo nella trasmissione Porta a Porta, ha reso noti gli elementi di quello che potrebbe essere un vero e proprio scoop giornalistico, una svolta nelle indagini sulla sparizione di Mario Bozzoli: secondo quanto avrebbe messo a verbale uno degli operai della Bozzoli interrogato dai Carabinieri la sera della scomparsa dell'imprenditore "un impianto dei forni fu riavviato a seguito di una fumata anomala".

Tali dichiarazioni potrebbero confermare l'ipotesi investigativa seguita dai militari, secondo i quali Bozzoli non sarebbe mai più uscito dalla fonderia: un'ipotesi che lascia intravedere un epilogo decisamente drammatico.

Martedì 20 ottobre 2015 - Mario Bozzoli potrebbe essere stato ucciso nella sua fonderia: secondo gli inquirenti, l'imprenditore 50enne, scomparso nel Bresciano la sera dell'8 ottobre, non è mai uscito dalla sua azienda. Due gli indizi che avvalorano questa tesi: i suoi vestiti sono rimasti nello spogliatoio e l'auto nel parcheggio.

Sembra dunque sempre più improbabile l'ipotesi del sequestro e i carabinieri del Ris e le unità cinofile stanno cercando tracce del corpo del proprietario della fonderia di Marcheno.
Parallelamente le indagini si concentrano sui dissidi di famiglia con il fratello Adelio per la gestione dell'azienda. Inoltre è stato aperto un fascicolo per istigazione al suicidio per la morte di Giuseppe Ghirardini, l'operaio addetto ai forni della fonderia trovato senza vita domenica in montagna, l’ultima persona a vedere Bozzoli prima della sua scomparsa.

Lunedì 19 ottobre 2015 - Questa mattina i RIS e l'anatomopatologa Cristina Cattaneo hanno fatto un sopralluogo nella fabbrica di Marcheno di Mario Bozzoli. Dopo il ritrovamento del cadavere di Giuseppe Ghirardini, che aveva visto l'imprenditore il giorno della sua scomparsa, il mistero si fa più intricato, anche perché l'operaio sarebbe stato il testimone chiave nelle ricerche dell'imprenditore.

Trovato morto un operaio della Fonderia di Bozzoli


Domenica 18 ottobre

- Il cadavere di Giuseppe Ghirardini, l’operaio cinquantenne scomparso da mercoledì scorso e impiegato nella fabbrica dell’imprenditore Mario Bozzoli, è stato trovato sulle rive di un torrente, in una zona poco distante da dove era stata abbandonata la sua auto, una Suzuki Vitara, a Ponte di Legno (Bs).

Venerdì 16 ottobre 2015, ore 10:28 - Si infittisce il giallo della scomparsa di Mario Bozzoli, imprenditore bresciano scomparso a inizio settimana: da martedì sera sarebbe scomparso anche un dipendente della Bozzoli, l'azienda dell'imprenditore cinquantenne.

Ieri sera la Prefettura di Brescia ha deciso di indire lo stop alle ricerche dopo i risultati vani delle minuziose indagini condotte senza interruzione all’interno della fonderia dove Bozzoli è stato visto in vita per l’ultima volta e da dove, molto probabilmente, non è mai uscito. Le operazioni di smassamento del materiale ferroso nello stabilimento si sono rivelate dunque inutili: dell’imprenditore è sparita ogni traccia, a niente è valso l’utilizzo nelle ricerche dei cani molecolari.

15:34 - Stando ad alcune indiscrezioni provenienti da ambienti investigativi, riportate da diversi giornali, durante questa prima settimana di indagini sarebbero emersi dei contrasti tra lo scomparso Mario Bozzoli ed il fratello Adelio, contitolare della raffineria di Marcheno. Secondo l'avvocato Patrizia Scalvi, legale della famiglia di Mario, si tratterebbe però di una pista non particolarmente significativa perché tra i due c'era solo qualche piccolo screzio, che non avrebbe mai potuto spingere Adelio ad uccidere il fratello e socio in affari.

L'ipotesi più macabra è quella che Mario Bozzoli sia stato ucciso all'interno della fonderia e, successivamente, il suo corpo sia stato gettato all'interno di uno dei forni, dove il fuoco brucia fino a 1000 gradi. In questo caso sarebbe molto difficile anche per i RIS riuscire a rinvenire residui organici dell'eventuale vittima.

Caso Bozzoli: i RIS passano al setaccio la fonderia Bozzoli

Sono passati sei giorni dalla scomparsa dell’imprenditore Mario Bozzoli, titolare insieme al fratello dell’omonima raffineria e fonderia di via Gitti a Marcheno, in provincia di Brescia, e col passare delle ore sembrano sempre più ridotte le possibilità che venga ritrovato vivo.

È quanto sospettano gli inquirenti, pronti ormai da qualche ora a trovare il cadavere dell’uomo. È il sindaco del paese, Diego Bedussi, a rivelarlo al Giornale di Brescia: “Non può essere scomparso dalla ditta. Cerchiamo chiaramente un cadavere”. Gli inquirenti non si sbilanciano troppo, ma i RIS sono al lavoro ormai da ore nello stabile dell’azienda, ora posto sotto sequestro per mettere alle autorità di svolgere le indagini al meglio.

Bozzoli, sposato e padre di due figli, è stato visto per l’ultima volta intorno alle 19 di giovedì, mentre si accingeva a tornare a casa. L’uomo ha chiamato la moglie e l'ha avvisata che sarebbe rientrato a breve, poi si è diretto verso lo spogliatoio dell’azienda e da quel momento nessuno ha più avuto sue notizie.

Gli abiti e le chiavi dell’auto, parcheggiata davanti all’azienda, sono stati trovati all’interno dell’armadietto, chiaro segnale di come il 50enne non sia mai uscito dall’edificio. Un particolare confermato anche dalle telecamere installate all’ingresso dell’azienda.

Insomma, l’ipotesi che si sta vagliando con insistenza in queste ore è che Bozzoli sia stato ucciso e che il suo corpo sia stato occultato nello stabilimento. I rilievi degli inquirenti sono ancora in corso.

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