Arresto di Mario Mantovani: oggi l'interrogatorio di garanzia. Il Pm: "Assumeva su richiesta di Berlusconi"

Giovedì 15 ottobre 2015 - Nel carcere di San Vittore sono cominciati oggi gli interrogatori di garanzia di Mario Mantovani, ex vicepresidente della Regione Lombardia, il suo collaboratore Giacomo Di Capua e il funzionario del Provveditorato alle Opere pubbliche Angelo Bianchi. Tutti e tre avrebbero intenzione di rispondere alle domande degli inquirenti.

Intanto il pm Giovanni Polizzi nella richiesta di custodia cautelare ha scritto che Mantovani si impegnava a far assumere persone segnalate da Silvio Berlusconi su esplicita richiesta dell'ex Cavaliere.
Secondo quanto riportato dall'Ansa, in una informativa della Guardia di Finanza vengono elencati casi indicativi dell'inclinazione di Mantovani a usare il proprio ruolo pubblico per fa assumere presso strutture pubbliche o controllate dalla mano pubblica, conoscenti "di varia estrazione riconducibili alla sua area politica" che gli dimostravano gratitudine.

Mantovani: "Sono estraneo ai fatti"


Mercoledì 14 ottobre 2015

15.35 - Mario Mantovani, in carcere da ieri, sarà sentito domani dal gip Stefania Pepe per l’interrogatorio di garanzia e oggi al suo difensore, l’avvocato Roberto Lassini, ha ribadito la propria totale estraneità dai fatti che gli vengono contestati e annunciato la sospensione dell’incarico vice presidente della Giunta Lombarda:

Mi dichiaro estraneo ai fatti che mi vengono contestati, domani darò le mie spiegazioni al gip e mi autosospendo dalla carica di vice presidente della Giunta Lombarda.

L’avvocato Lassini, nel comunicare la sospensione di Mantovani, ha precisato:

Per adesso non entro nel merito delle accuse, lo faremo domani rispondendo al gip e fornendo i nostri chiarimenti. Mi limito ad osservare, sin da ora, la grande sproporzione della misura applicata, 13 mesi dopo la richiesta. Ritengo che per i fatti che gli sono contestati non fosse necessaria l'applicazione di una misura così grave.

E, sempre domani, si terranno anche gli interrogatori di garanzia delle altre due persone arrestate con l’accusa di corruzione, concussione e turbativa d'asta: Giacomo Di Capua, stretto collaboratore di Mantovani, e Angelo Bianchi, ingegnere del Provveditorato opere pubbliche per Lombardia e Liguria.

14 ottobre 2015 - Anche il Segretario federale della Lega Nord, Matteo Salvini, ha commentato l’arresto di Mario Mantovani, vicepresidente della Regione Lombardia, e l’iscrizione nel registro degli indagati, tra gli altri, di Massimo Garavaglia, assessore regionale al Bilancio.

Massimo Garavaglia è il migliore tra noi, una persona che tutti conoscono come specchiata. Questa è un’indagine pazzesca su uno dei leghisti più seri e onesti che io conosca. […] Al consiglio federale della Lega avevo detto: ragazzi, visto che siamo in crescita, prepariamoci. I sondaggi ci danno al 15,2 per cento e per fermarci le proveranno tutte. E in effetti, eccoci qui. Un’inchiesta che segna un primato.

Salvini si dice convinto che l’indagine sia stata messa in piedi per frenare l’ascesa della Lega Nord e non rinuncia a parlare di complotto. O meglio, lo fa il giornalista Marco Cremonesi del Corriere Della Sera, al quale Salvini risponde così:

Beh, nel passato già ci hanno provato. Si ricorda quando per due anni hanno cercato dei soldi che ci avrebbero dato degli indiani per degli elicotteri. Poi, l’inchiesta è stata archiviata. Perché non c’erano soldi, non c’erano indiani, non c’erano elicotteri.

E, ancora:

A qualcuno dà fastidio la sanità lombarda. Un solo numero: l’anno scorso in Lombardia sono venute da altre regioni per farsi curare tante persone da fare 872 milioni di fatturato. Un record europeo. Chissà, forse un po’ d’invidia.

Tangenti nella sanità lombarda: arrestato Mario Mantovani, vicepresidente della Regione


Martedì 13 ottobre 2015
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15:27 - Silvio Berlusconi, arrivando al Senato alla riunione congiunta dei parlamentari di Forza Italia, a proposito dell'arresto del vicepresidente della Regione Lombardia Mantovani si è espresso con parole di stima, anche se mostrandosi piuttosto distaccato:

"Ci ha stupito molto questa inchiesta di cui non sapevamo nulla. Francamente conosciamo Mantovani come persona corretta e siamo in attesa di notizie"

Sul blog Giustiziami si fa un'analisi più approfondita sull'indagine che ha condotto all'arresto di Mantovani, cominciando dalle tempistiche: l’arresto del vicepresidente della Regione Lombardia ed ex assessore alla sanità era stato infatti chiesto poco più di un anno fa dall’allora procuratore aggiunto Alfredo Robledo, che all'epoca era a capo del dipartimento anticorruzione ed è stato poi trasferito a Torino per effetto di un provvedimento disciplinare del CSM, dopo un contenzioso violentissimo con il capo dell’ufficio Edmondo Bruti Liberati.

La vicenda ve l'abbiamo raccontata anche noi di Crimeblog perchè emblematica dello scontro tra titani all'interno della magistratura milanese (e non solo). Come spiega Giustiziami la richiesta di arresto era firmata da Robledo e dal pm Giovanni Polizzi, poi rimasto a coordinare le indagini. I magistrati dell’accusa sollecitarono in via informale una decisione del gip Pepe che tardava ad arrivare facendo riferimento ai gravissimi fatti di concussione e corruzione aggravata contestati. Dopo il trasferimento di Robledo la procura inoltrò al gip anche una integrazione alla richiesta di custodia cautelare in carcere, successivamente accolta dal gip e eseguita oggi. A distanza di un anno e più.

Tra le gare che secondo gli investigatori sono state pilotate ce n'è una indetta da un'aggregazione di Asl del valore di 11 milioni di euro che riguarda il trasporto dei malati dializzati, ma altri filoni mostrerebbero come Mantovani fosse stato al centro di un complesso e rodato sistema di corruzione, favori e storture: l'affidamento di appalti pubblici ad un architetto in cambio della gestione e ristrutturazione da parte di costui di immobili intestati a società ma riconducibili la politico lombardo, l'acquisto da parte di una società riconducibile a Mantovani di un terreno edificabile del Comune di Arconate per realizzare un project financing nell'ambito sanitario, operazione dalla quale Mantovani e i suoi collaboratori avrebbero ottenuto ingenti vantaggi, ed altri fatti di questo calibro.

13 ottobre 2015, ore 10:09 - Mario Mantovani, ex-assessore lombardo alla Sanità e vice-presidente della Regione Lombardia, è stato arrestato dalla Guardia di Finanza questa mattina accusato di abuso di ufficio, turbativa d'asta, corruzione e concussione per appalti nella sanità in Lombardia. A dare la notizia è stata l'agenzia Ansa.

Con lui sono stati arrestati il suo collaboratore Giacomo Di Capua e un ingegnere del provveditorato alle opere pubbliche per la Lombardia e la Liguria, Angelo Bianchi. Ci sarebbero inoltre altri 9 indagati, fra cui l’assessore regionale al Bilancio, Massimo Garavaglia, braccio destro del governatore Roberto Maroni. L’arresto di Mantovani è stato eseguito ad Arconate, in provincia di Milano, dove il politico risiede. L’inchiesta, denominata ‘Operazione entourage’, è stata coordinata dal pm Giovanni Polizzi.

Le fiamme Gialle stanno traducendo in questi minuti i tre arrestati nel carcere milanese di San Vittore, dove saranno a disposizione dell'autorità giudiziaria. L'inchiesta riguarda il periodo tra il 6 giugno 2012 e il 30 giugno 2014. Nei confronti Mantovani, che all'epoca era anche senatore e sottosegretario ai Trasporti nonché sindaco di Arconate, le accuse sono di concussione, corruzione aggravata e turbativa d'asta. Lo si legge nell'ordinanza emessa dal gip Stefania Pepe e firmata dal procuratore Edmondo Bruno Liberati.

Mantovani, ex sottosegretario alle Infrastrutture del governo Berlusconi ed ex sindaco di Arconate, è stato nominato a marzo 2013 Vicepresidente e Assessore regionale alla Salute, delega che il 1 settembre 2015 è stata assunta pro tempore dal Presidente della Giunta Roberto Maroni. Ufficialmente il motivo della rottura tra i due è stato il fatto che, secondo il governatore, Mantovani non credeva abbastanza nello spirito della riforma del settore centrale di ogni amministrazione regionale ma alla luce dell'arresto di oggi sembra che in Regione ci si aspettasse un terremoto giudiziario.

Secondo quanto riporta Repubblica sono state eseguite, si legge nell'ordinanza, perquisizioni e sequestri di documenti in relazione ad altre ipotesi di reato, ovvero abuso d'ufficio e turbativa d'asta, ascrivibili a Mantovani in concorso con altri soggetti. Gli accertamenti sono scattati nelle sedi delle province di Milano, Pavia, Varese, Vercelli e Rimini, negli uffici degli indagati in Regione nonché in 9 abitazioni e 17 enti o società riconducibili, oltre ai 3 arrestati, anche a 12 ulteriori indagati che hanno concorso a vario titolo nei reati menzionati.

(in aggiornamento)

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