Cassano allo Jonio, due arresti per l'omicidio del piccolo Nicola Campolongo e il nonno

Il 16 gennaio 2014 il piccolo Cocò, il nonno e la compagna furono uccsi e bruciati in un'auto a Cassano allo Jonio.

I carabinieri del Ros e del comando provinciale di Cosenza hanno arrestato due persone sospettate di essere responsabili del triplice omicidio avvenuto a Cassano allo Jonio il 16 gennaio 2014. Si tratta dell'uccisione del piccolo Nicola "Cocò" Campolongo, trovato carbonizzato in un'automobile insieme con il nonno, Giuseppe Iannicelli di 52 anni, e la rispettiva compagna, Ibtissam Touss, 27enne marocchina.

I carabinieri hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa su richiesta della procura distrettuale antimafia di Catanzaro, nei confronti di due persone: Cosimo Donato, di 38 anni, e Faustino Campilongo, di 39 anni, che erano già detenuti per traffico di droga. Il bimbo Cocò spesso veniva lasciato in custodia proprio a uno dei due assassini quando il nonno aveva da fare, perché i suoi genitori erano in prigione.

Innicelli, la compagna e il nipotino furono uccisi a colpi di pistola e poi bruciati in un'auto. La loro storia ha colpito molto l'opinione pubblica, tanto che anche Papa Francesco aveva ricordato il bambino qualche giorno dopo la sua morte, nel corso dell'Angelus del 26 gennaio 2014.

Gli inquirenti hanno spiegato che in questi mesi sono riusciti a ricostruire il triplice omicidio fin dalle fasi preparatorie, hanno individuato il movente e hanno documentato la connotazione tipicamente mafiosa dell'efferato gesto, mettendo in evidenza le dinamiche criminali presenti sul territorio della Sibartide.

I carabinieri hanno anche spiegato che Giuseppe Iannicelli portava sempre con sé il nipotino Cocò di soli tre anni proprio per scoraggiare gli attentati da parte dei suoi nemici, lo usava come una sorta di scudo protettivo, ma evidentemente non è bastato.

Cassano allo Jonio, due arresti per l'omicidio del piccolo Nicola Campolongo

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