Salerno: 10 statali arrestati per assenteismo in ospedale - Video

La truffa scoperta dalla Fiamme gialle all'ospedale "San Giovanni di Dio e Ruggi D'Aragona". Tra gli assentisti c'era chi andava a fare la spesa e chi una passeggiata sul lungomare, rigorosamente durante il turno di lavoro.

Sono 10 gli arresti per assenteismo nell'azienda ospedaliera "San Giovanni di Dio e Ruggi D'Aragona" di Salerno. I provvedimenti sono stati eseguiti questa mattina, a carico di infermieri e tecnici ospedalieri raggiunti anche da misure di interdizione di un anno dal servizio emesse dal gip del tribunale del capoluogo.

In tutto gli indagati presunti assenteisti sarebbero 850 per truffa e timbrature marcatempo irregolari. Il solito usurato sistema visto e rivisto in truffe del genere. Il collega timbra il badge per gli assenti, oppure il dipendente timbra l’entrata e poi esce a fare la spesa e quant’altro tornando in tempo per timbrare a fine turno.

Il certosino lavoro della Guardia di finanza di Salerno, coordinata dalla procura, era partito dopo la denuncia di una dipendente. Gli accertamenti hanno riguardato il periodo dicembre-febbraio del 2014.

Tra i 10 arrestati che lasciavano anzitempo il posto di lavoro, per fare shopping piuttosto che concedersi due passi sul lungomare di Salerno e Vietri sul Mare, alcuni si ripresentavano a sera per prendere anche lo straordinario.

"Sono mancati del tutto i controlli interni non basta affidarsi a una macchinetta marcatempo per il controllo sul personale. Una attività delittuosa di tali dimensioni scredita il prestigio di un ospedale che annovera grandi personalità mediche"

ha commentato il procuratore di Salerno, Corrado Lembo. La Corte dei Conti ora dovrà quantificare il danno economico arrecato allo Stato. Le video riprese e i pedinamenti delle Fiamme gialle hanno messo spalle al muro gli assenteisti arrestati che ora dovranno restare per 12 mesi senza stipendio.

Si tratta di caposala, infermieri e tecnici dei reparti Medicina Nucleare e della Torre Cardiologica dell'ospedale Ruggi. Gli 850 indagati a piede libero per le timbrature sospette sono accusati di truffa allo Stato e false attestazioni o certificazioni nell'utilizzo del badge.
 

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