Vittoria, racket imballaggi al mercato: 3 arresti famiglia Consalvo

Arresti consalvo

Operazione antimafia a Vittoria, in provincia di Ragusa, dove tre persone sono state arrestate dalla Squadra Mobile del capoluogo ibleo e della Sezione criminalità organizzata di Catania. Le misure di custodia cautelare in carcere sono state emesse dal tribunale etneo su richiesta della Procura distrettuale antimafia dello stesso capoluogo.

Più di trenta agenti con l'ausilio di unità cinofile sono stati impegnati nel blitz, alla ricerca anche di armi ed esplosivi. Sequestrate grosse somme di denaro e assegni, i proventi dell'attività mafiosa secondo gli investigatori.

Arresti e perquisizioni sono stati eseguiti la scorsa notte. I provvedimenti restrittivi riguardano Giacomo Consalvo, 60 anni, già arrestato in passato per associazione a delinquere di stampo mafioso, traffico di stupefacenti ed estorsione; Giovanni Consalvo, 34 anni, anche lui già finito in manette per associazione a delinquere di stampo mafioso, traffico di droga ed estorsione e Michael Consalvo, 24 anni già segnalato per reati in materia di stupefacenti.

Secondo le accusa i tre membri della famiglia Consalvo, tutti di Vittoria, avrebbero imposto forniture e servizi nell’indotto ortofrutticolo del mercato cittadino, praticando anche estorsioni a carico degli imprenditori ortofrutticoli, con l’aggravante di aver agito con il metodo mafioso e avvalendosi della forza di intimidazione e assoggettamento e derivante dalla contiguità al clan mafioso degli stiddari “Dominante”.

Tutti le accuse sono sono aggravate anche dal fatto che gli indagati avevano nella loro disponibilità diverse armi da fuoco. In una intercettazione uno dei tre arrestati dice

“Nessuna cassetta entra qui sul mio territorio senza che io ne sappia niente".


Così i Consalvo, controllando il mercato degli imballaggirck dell'ortofrutta, avrebbero guadagnato migliaia di euro al mese. I tre arrestati erano legati da vincoli di sangue, ma l’avidità di uno dei figli e del padre, li divideva. Il genitore, sempre secondo le indagini, avrebbe persino minacciato di morte il figlio se quest’ultimo avesse venduto cassette a Vittoria, perché solo lui poteva farlo:

“Altrimenti ti sparo in testa”.

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