Genova: scoperta la gang che picchiò barman su un autobus credendolo gay

L'accusa è di tentato omicidio.

Grazie all'esame incrociato dei video registrati nei pressi del luogo dell'aggressione dalle telecamere di sorveglianza e delle celle telefoniche, dopo due mesi di indagini gli inquirenti sembrano essere arrivati alla svolta decisiva sul caso del barman 44enne picchiato a Genova lo scorso 14 luglio su un autobus a ridosso del Porto Antico.

La vittima, Luca, era stato aggredito dopo che una ragazza, credendolo gay, gli ha detto "Che c… guardi il mio fidanzato?", e le persone che erano con lei hanno cominciato a picchiarlo selvaggiamente procurandogli un ematoma cerebrale che gli ha dato molti problemi facendogli perdere conoscenza qualche giorno dopo l'aggressione e riducendolo in fin di vita. Ora Luca si è ripreso, anche se ancora non completamente, e presto potrebbe avere giustizia.

I carabinieri hanno esaminato con attenzione due video che riprendono un gruppetto di persone vicino al luogo dell'aggressione, o meglio lì dove è cominciata la loro fuga dopo aver picchiato Luca sull'autobus. Seguendo il percorso fatto dai presunti aggressori, le indagini si sono concentrate sulle celle telefoniche che i loro cellulari hanno agganciato durante la fuga e così sono riusciti a individuare coloro che probabilmente sono i responsabili di quel folle gesto.

Per ora sono stati arrestati tre uomini, due maggiorenni genovesi e un ragazzo di origini albanesi che nel periodo dell'aggressione era ancora minorenne. Sono state denunciate anche due ragazze, una italiana e l'altra albanese, che però per ora sono in libertà.

Luca ha ripreso conoscenza da circa un mese, ma ha ancora dei vuoti di memoria, alcuni ricordi sono ancora offuscati, ma aveva già raccontato molto dell'aggressione prima di perdere conoscenza.

Picchiato a Genova barman 44enne creduto gay

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