Gela, 11 anni di carcere da innocente: l’assoluzione di Mirko Turco è definitiva

La sentenza di assoluzione è diventata definitiva: la Corte d’Appello di Messina ha rigettato il ricorso della procura generale contro la revisione del processo.

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E’ diventata definitiva la sentenza di assoluzione per Mirko Eros Felice Turco, il 35enne di Gela che ha trascorso 11 anni di carcere per due omicidi mai commessi, quello del sedicenne Fortunato Belladonna e quello del commerciante di 67 anni Orazio Sciascio. Oggi la Corte d’Appello di Messina ha rigettato il ricorso della procura generale contro la revisione del processo, rendendo di fatto definitiva quell’assoluzione.

Il calvario giudiziario di Mirko Turco cominciò nel 1998, quando poche settimane dopo il ritrovamento del cadavere del giovanissimo Fortunato Belladonna fu rinvenuto carbonizzato in un canneto nei pressi del lungomare di Gela: torturato, strangolato con un cordino e dato alle fiamme.

Le indagini portano gli inquirenti verso Rosario Trubia che, divenuto collaboratore di giustizia insieme ad altri affiliati del clan Emmanuello, attribuisce l’omicidio a Turco, 17enne all’epoca dei fatti. Il ragazzino viene arrestato con l’accusa di omicidio e, da lì a poco, condannato all’ergastolo per quell’atroce delitto.

Poco tempo dopo al giovane viene attributo anche il delitto di Orazio Sciascio, ucciso dalla criminalità organizzata perchè si era rifiutato di pagare il pizzo. La vedova della vittima non ha dubbi, lo indica come autore del delitto durante un faccia a faccia e per questo il giovanissimo viene condannato.

Mirko Turco si è sempre professato innocente e solo nel 2008 è riuscito a ottenere la revisione del processo e la libertà dalla Corte di Cassazione. La verità emergerà di lì a qualche anno, nel 2012: Salvatore Rinella e Salvatore Collura vengono condannati per l’omicidio di Orazio Sciascio, mentre per l’omicidio del giovane Belladonna vengono condannati i due collaboratori di giustizia Carmelo Massimo Billizzi e Gianluca Gammino, affiliati al clan Madonia di Gela e reo confessi di quell’esecuzione.

L’assoluzione con formula piena di Mirko Turco, oggi 35enne, è arrivata nel marzo scorso. Il giovane, dopo aver trascorso 11 anni dietro le sbarre da innocente, commentò così la sentenza:

E’ stato un incubo dal quale esco solo adesso. La mia vita ricomincia oggi. […] Non ho finito mai di sperare, non mi solo lasciato prendere dalla depressione, mai pensato al suicidio, c’era in me la forza dell’innocenza e la convinzione che prima o poi la verità sarebbe venuta a galla.

Oggi, dopo quasi 17 anni, quel capitolo si può dire definitivamente chiuso.

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