La scissione nella Yakuza giapponese

Yamaguchi-gumi, la principale organizzazione della Yakuza giapponese, ha subito una scissione. E adesso si teme un'ondata di violenze.

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I ribelli del più importante gruppo della Yakuza giapponese, Yamaguchi-gumi, hanno ufficialmente dato vita a una scissione - evento abbastanza raro nella mafia nipponica - che secondo la polizia potrebbe condurre a un violento conflitto tra le fazioni ora rivali.

Migliaia di membri dello Yamagughi-gumi hanno formato un nuovo gruppo il week-end appena trascorso, stando a quanto riportato dalla stampa giapponese a partire da lunedì scorso. Una scissione decisa dopo l'espulsione per "slealtà" da parte del capo dell'associazione mafiosa, Shinobu Tsukasa.

Il nuovo gruppo sarà così guidato da Kunio Inoue, 67 anni, già capo della Yamaken-gumi, un gruppo basato a Kobe di circa duemila membri. Proprio per la città in cui il gruppo è basato, il nome degli scissionisti sarà Kobe Yamaguchi-gumi, così come continuerà a venir utilizzato il logo della Yamaguchi-gumi (che potete vedere qui). Una mossa, questa, che si teme possa ulteriormente accendere gli animi.

La nuova organizzazione avrà circa tremila membri. Un numero molto inferiore ai 23mila in forza al principale gruppo mafioso del paese, che conta del 44% delle forze totali della Yakuza e che opera in tutte le 47 prefetture del paese, con l'esclusione di tre, e che è stata fondata esattamente un secolo fa, nel 1915.

Le fonti di finanziamento della Yamaguchi-Gumi sono quelle tradizionali della criminalità organizzata: traffico di droga, racket, strozzinaggio; anche se recentemente si è sempre più virato verso le truffe e altri crimini finanziari. Alla guida di questa organizzazione c'è dal 2005, Shinobu Tsukasa, accusato di aver portato ai vertici dell'organizzazione e di aver favorito anche in altri modi gli esponenti del gruppo affiliato da lui fondato: Kodo-kai, basata a Nagoya.

Un'altra ragione del risentimento sarebbe anche la ventilata decisione di spostare la base dell'organizzazione da Kobe a Nagoya. La situazione, anche se fa temere una guerra tra clan come quella che ha insanguinato il Giappone nel 1984, potrebbe "offrire una buona opportunità alla polizia per continuare a indebolire il potere di questi gruppi", come scritto in un editoriale del Asahi Shimbun.

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