Aggressioni con l’acido a Milano, parla la vittima Stefano Savi: “Vado in aula per guardarli negli occhi”

Stefano Savi, prima vittima di Alexander Boettcher e Martina Levato, prenderà parte ai processi bis che vedono imputati i due giovani per una serie di aggressioni con l'acido.

Riprenderà il 16 settembre il processo bis a carico di Alexander Boettcher, già condannato a 14 anni di carcere insieme a Martina Levato per l’aggressione con l’acido a Pietro Barbini. Stavolta il giovane è imputato per associazione a delinquere per una serie di altre aggressioni con modalità simili, a cominciare da quella del 25enne Stefano Savi, studente di economia, aggredito nella notte tra il 1 e il 2 novembre dello scorso anno.

Savi, prima vittima della coppia, fu aggredito per uno scambio di persona: Alexander Boettcher e Martina Levato, secondo l’accusa, volevano aggredire il fotografo Giuliano Carparelli, con cui Levato aveva avuto un rapporto sessuale occasionale in discoteca. Confusero Savi con Carparelli e gli lanciarono dell’acido in volto, condannandolo a un calvario che ancora oggi va avanti.

E’ proprio Savi, sulle pagine del Corriere della Sera, a parlare pubblicamente dell’aggressione e confermare che quando riprenderà il processo per Boettcher sarà in aula per guardare in faccia il suo aggressore:

Vado in aula per guardare negli occhi chi è accusato di avermi devastato la faccia. Forse scoprendomi la faccia, facendomi guardare, provocherò qualche emozione in aula. Non spero in una confessione, ma esigo la verità.

E, ancora:

L'idea che mi abbiano preso per un'altro mi atterrisce: con quale leggerezza si può rovinare la vita di un ragazzo? Sono un ragazzo come tanti, spero che la mia storia serva da esempio, perché non succeda mai più a nessun altro. Ho subito una terribile ingiustizia e ora non mi stanco di ripetere: non cerco vendetta, ma voglio la verità.

Al processo bis per Boettcher, arrivato alla terza udienza, si affiancherà dal 18 settembre prossimo quello per Martina Levato e per il complice Andrea Magnani, il giovane che il giorno dell’aggressione a Savi accompagnò in auto i due aggressori.

Tra i testimoni per processo a Boettcher figura anche Giuliano Carparelli, rintracciato dalla coppia due settimane dopo l’aggressione a Savi. In quell’occasione il giovane riuscì a salvarsi: stava piovendo e riuscì ad utilizzare l’ombrello per ripararsi dall’acido che gli fu lanciato contro.

levato

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