Pantani, chiesta archiviazione dell’indagine bis sulla morte del Pirata

Il procuratore di Rimini, Paolo Giovagnoli, ha chiesto l’archiviazione del caso contestando punto per punto l’esposto presentato un anno fa dalla famiglia di Marco Pantani

26 Mar 2001:  Portrait of Marco Pantani of Italy at the Tour Of Catalonia, Spain.  Mandatory Credit: Pascal Rondeau /Allsport

Paolo Giovagnoli, procuratore della Repubblica di Rimini, ha chiesto al gip l’archiviazione dell’indagine bis aperta un anno fa per l’omicidio volontario di Marco Pantani, trovato morto la sera del 14 febbraio 2004 nel residence Le Rose di Rimini. Era stata la famiglia, con un esposto, a far riaprire le indagini che si sono concluse con un nulla di fatto: Pantani è rimasto vittima di un mix di farmaci e cocaina, ma senza il diretto coinvolgimento di terzi.

Mamma Tonina che lotta da oltre undici anni per riabilitare la figura del vincitore del Giro e del Tour 1998 non si arrende:

Aspettavo questo dopo aver visto l’indifferenza del Procuratore. Sentenza dura, ora inizia la guerra,

è stato il suo commento su Facebook.

Il legale della famiglia, Antonio De Rensis, ha annunciato una durissima opposizione davanti al gip e un’istanza di avocazione alla Procura generale di Bologna.

Secondo quanto riportato dal Resto del Carlino, per Giovagnoli,

le questioni sollevate più che a indicare indagini supplettive utili a scoprire elementi di un delitto non indagato, tendevano essenzialmente a far dubitare della correttezza e adeguatezza delle indagini del 2004 e a far ritenere falsi i suoi risultati, verosimilmente per cercare di cancellare l’immagine del campione depresso vittima della tossicodipendenza e dell’utilizzo di psicofarmaci e accreditare l’immagine di una persona vittima incolpevole di violenze e complotti.

Per il procuratore riminese nell’esposto presentato dalla famiglia non vi era alcun indizio in grado di sostenere la tesi dell’omicidio, ma solamente illazioni prive di elementi concreti. Inoltre non vi sarebbero state, da parte della polizia, condotte dolose tali da pregiudicare i risultati delle indagini.

Nelle 20 pagine della richiesta d’archiviazione, Giovagnoli cita il perito della Procura, il professor Franco Tagliaro, secondo il quale più che dalla cocaina, la morte di Pantani sarebbe stata provocata da un’eccessiva assunzione di farmaci fra cui la trimipramina. Secondo Tagliaro la morte avrebbe potuto avvenire “anche in assenza di cocaina”, ma la sostanza sostanza ha avuto “un ruolo devastante nel manifestarsi e svilupparsi della sindrome depressiva che ha portato all’assunzione del farmaco”.

Il procuratore ha poi affrontato punto per punto le contestazioni sollevate nell’esposto presentato dalla famiglia di Marco Pantani: dalle ferite sul corpo del ciclista ai mobili spostati, dalle riprese interrotte nel filmato della Scientifica alle critiche sulle mancate cautele della Polizia durante il primo sopralluogo.

Via | Resto del Carlino

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