Luigi Chiatti, il mostro di Foligno: rinviata la scarcerazione

La pena è stata interamente scontata, ma ancora non si trova la struttura ospedaliera che dovrà ospitarlo. Un ritratto del mostro di Foligno.

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Luigi Chiatti, il mostro di Foligno, ha terminato di scontare la sua pena. Il che non significa che tornerà libero, visto che verrà trasferito dal carcere di Prato - dove ha trascorso gli ultimi 16 anni della sua vita - in un ospedale psichiatrico. Quando, esattamente, l'uomo condannato per duplice omicidio potrà effettivamente lasciare il carcere non è ancora dato sapersi, perché - come si legge sulla stampa locale - non è ancora stata individuata la struttura sanitaria che dovrà ospitarlo per i prossimi tre anni.

Tre anni al termine dei quali si farà una valutazione sulla pericolosità sociale del soggetto e si deciderà se estendere ulteriormente la custodia in ospedale. Cosa che, si fa notare, potrebbe anche andare avanti per il resto della vita del mostro di Foligno, soprattutto dal momento che in questi 16 anni trascorsi in carcere, scrivono i periti, "non e stato riscontrato alcun minimo atteggiamento di rimorso o di dolore per i fatti commessi. Il quadro psicopatologico presenta aspetti di particolare gravità che inducono a ritenerlo persona socialmente pericolosa".

Già durante il processo lo stesso Chiatti - cui è stata riconosciuta la semi-infermità mentale - chiese addirittura di non essere lasciato libero, per evitare di trovarsi a uccidere ancora. Parole che oggi ricorda il padre di una delle vittime, Luciano Paolucci: "Ho perdonato lui per la sua infanzia molto difficile, non perdonerei però chi lo lasciasse libero".

Luigi Chiatti, mostro di Foligno, chi è

Ma chi è Luigi Chiatti, il mostro di Foligno? 47 anni, geometra, nasce a Narni (Terni), dove la madre lo abbandona subito in orfanotrofio per la sua impossibilità di mantenerlo economicamente. L'abbandono - prima "compensato" da frequenti visite, poi completo - rende il bambino sempre più chiuso in se stesso e violento. Quello che all'epoca non si sapeva, però, era che il comportamento era causato anche - come scrive il sito SerialKillers.it - "abusi sessuali che il piccolo aveva subito da un prete della stessa struttura".

Luigi Chiatti all'età di sei anni viene adottato dalla famiglia di cui prende il nome, con cui però il rapporto non funzionerà mai del tutto. Le cure psicologiche a cui si decide di affidarlo all'età di dieci anni non sortiscono effetto, si parla però di un "io debole e anaffettivo, con scarso controllo degli impulsi".

Nel 1987 Luigi prende il diploma di ragioniere e trova un lavoro, ma la sua situazione non migliora neanche con questo cambio di vita. Nel 1989 parte per il servizio militare, dove - stando sempre a quanto scrive SerialKillers - inizia a subire fantasie sessuali pedofile. Ed è quindi in quel periodo che prende vita il piano che lo porterà a commettere un duplice omicidio.

Nel pomeriggio del 1992 il piccolo Simone Allegretti (4 anni) scompare vicino a Foligno. Poco prima del ritrovamento del cadavere, in una cabina telefonica del pieno centro di Foligno venne trovato un biglietto che rivendicava l'omicidio e forniva dettagli precisi su dove si trovasse il corpo e sull'abbigliamento della vittima. Il biglietto inoltre asseriva la volontà dell'omicida di colpire ancora. Il 7 agosto 1993 il mostro colpisce ancora: la vittima questa volta è il tredicenne Lorenzo Paolucci, il cui cadavere viene ritrovato a poche decine di metri di distanza dalla villetta in cui Chiatti abita. Le tracce portano dritte a lui, che viene catturato poco dopo, confessando entrambi gli omicidi. L'11 aprile 1996 viene definitivamente condannato a trent'anni di carcere. I verbali dell'interrogatorio del mostro di Foligno si possono trovare qui.

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