Quarto Grado puntata 4 settembre 2015

Quarto Grado | Puntata 4 settembre 2015 su Rete 4 con Gianluigi Nuzzi e Alessandra Viero

  • 23:48

    Padre Graziano, durante un interrogatorio, avrebbe rivelato che Guerrina Piscaglia voleva lasciare il marito Mirco, con cui non aveva rapporti da tre anni. Lei era innamorato del prete, che, però, non ricambiava la sua corte. Gli ha lasciato un numero di telefono che finiva con 60. Lo zio Francesco sarebbe un uomo nordafricano, alto 1,75 metri, brizzolato, con uno scorpione tatuato sul braccio. E si sarebbe incontrato, con lui, due volte, per ricevere dei soldi e fuggire col figlio Lorenzo.

  • 23:21

    Una telespettatrice di Quarto Grado, convinto della sua innocenza, ha iniziato una fitta corrispondenza con Massimo Bossetti. Il processo dovrà stabilire il tipo di legame tra il carpentiere e Yara Gambirasio anche attraverso le testimonianze dei genitori.

  • 22:52

    Per l'avvocato Villardita, Veronica Panarello sta bene, è combattiva e spera di avere giustizia per il figlio che, questa estate, è andato a trovare al cimitero per posare un fiore sulla sua tomba

  • 22:42

    Vanno ancora avanti le indagini sulla morte di Lorys Stival. Nessuno, però, ha setacciato il canalone dove è stato rinvenuto il corpicino del bimbo, Magari con la speranza di trovare residui dello zainetto.

  • 22:25

    Durante un incontro con Martina, Antonio Margarito ha rischiato di essere evirato da Martina Levato con un coltello per la carne. La ragazza aveva denunciato, al 118, il tentativo di stupro da parte dello studente. Senza, però, essere creduta.

  • 22:07

    Patrizia Ravasi la madre di Alexander Boettcher, arrestato con Martina Levato nel dicembre 2014 con l’accusa di aver aggredito con dell’acido il 22enne Pietro Barbini. "Non ho ancora visto il bambino. Il fatto che sia stato allontanato da Martina, penso sia stata una decisione sofferta da parte del Tribunale dei Minori. Io mi sono proposta in seconda battuta per l’affido, perché in prima il legale aveva proposto mio figlio. E una volta chiariti bene i ruoli e le responsabilità di quanto accaduto, penso che Alexander possa crescere suo figlio. Se dovessero affidarmelo (il bambino, ndr), lo riempirò sicuramente d’amore... lo supporterò in tutti i sensi e avrò un approccio molto educativo. Non lo priverò mai della presenza degli altri nonni - che penso sia fondamentale - e cercherò, per quanto possibile, di offrirgli una vita normale. Il bambino va preservato e protetto in tutti modi" Ha aggiunto: "Sono una donna moralmente integra, per cui con mio figlio uso la stessa chiarezza e integrità. Non mi ha mai sfiorato il dubbio che possa essere l'ideatore di un piano criminale. Ho sempre detto che mio figlio deve pagare per le reali colpe che ha, ma sono colpe che ritengo non siano criminali», prosegue la donna". La giornalista ricorda alla signora Ravasi la testimonianza di Andrea Magnani, il terzo uomo che accusa Alexander di essere la mente dell’attentato: "Quando dico che tengo molto a definire i ruoli dei protagonisti e delle comparse, intendo questo. La coppia diabolica che ha riempito le pagine dei giornali non è mai esistita. In questo caso c’è una coppia genitoriale e un terzo uomo, che ha un ruolo fondamentale in questa vicenda". Ora ad Alexander viene imputato il coinvolgimento anche in altri episodi: "Nel primo episodio con Antonio Margarito, Alexander non c’entra nulla sicuramente. È stata un’aggressione della signorina Levato. Non mi risulta che Giuliano Carparelli sia stato aggredito con l’acido. Per quel che riguarda Stefano Savi ha detto di essere aggredito da un uomo basso e tarchiato: ciò sicuramte esclude a priori la figura di mio figlio". "Recentemente ho notato che per Alexander sta diventando costruttiva l’esperienza del carcere: ho scoperto in lui la capacità di creare legami affettivi, non solo con i detenuti, ma anche con le guardie carcerarie… Gioca a suo favore, perché lo vedo maturare. L’ho sempre definito adulto anagraficamente, oggi lo vedo molto più riflessivo e molto più maturo".

  • 22:00

    Martina, condannata a 14 anni, è ancora in carcere mentre il figlio è stato affidato ad una comunità del comune di Milano.

  • 21:52

    Ecco il noto un memoriale scritto in carcere lo scorso 11 giugno da Martina Levato, nel quale la donna - accusata di aver aggredito più vittime con acido - narra i dettagli della vicenda riguardante Pietro Barbini risalente al 28 dicembre 2014. «Illustrissimo Presidente, vorrei tramite questo mio scritto, ricostruire la dinamica del fatto del 28 dicembre 2014 che mi ha visto partecipe. Quel giorno io e Alexander ci svegliamo verso mezzogiorno e decidiamo di andare a mangiare in un ristorante cinese. Con la scusa di aver dimenticato il mio telefono a casa dico ad Alexander che ho necessità di recuperarlo e che ci possiamo vedere direttamente per le 18 in via Carcano, dove avrei dovuto incontrare Pietro Barbini. Alexander pare un po’ perplesso e preoccupato, tuttavia non mi pone molte domande. Si accontenta della mia giustificazione, ossia che volevo parlare e chiarirmi con Pietro». «In realtà non mi reco a recuperare il mio telefono, ma raggiungo ancora Magnani sotto casa sua. È già in macchina e mi sta aspettando. Ha nell’auto le bottiglie di acido. Con lui mi sono accordata circa una settimana prima del fatto. Andrea parlava della sua partecipazione a “squadre di volontariato” (così le chiamava), che aiutavano le persone in difficoltà, punendo gli aggressori con la violenza. Quindi gli dico che ho bisogno di aiuto con un ragazzo che mi disturba da anni. E gli chiedo di non dire nulla ad Alexander. Andrea è subito disponibile e interessato e mi propone di usare alcune sostanze caustiche per colpirlo. Non avevo intenzione di fare un danno a Pietro. Volevo semplicemente spaventarlo». «Nei giorni seguenti Andrea lo chiama due o tre volte dal call center, con la scusa di consegnargli un pacco il 28 dicembre in via Carcano 14 alle 18. Una volta che arriviamo sul posto, lui posiziona l’auto e consiglia di stare in silenzio e immobili ad aspettare Pietro. Pietro arriva alle 17.30 in anticipo rispetto all’appuntamento. Io e Andrea scendiamo dalla macchina e attraversiamo la strada. Andrea lancia l’acido per primo mirando al volto di Pietro. Io effettuo un lancio colpendo Pietro all’altezza delle spalle e al collo. Nel tentativo del secondo lancio, Magnani colpisce anche me e mi ferisce sulle gambe e sulla regione lombare e a quel punto Pietro corre e grida “Polizia! Aiuto!” e si dirige verso il padre. Io sono presa dal panico e sento un forte bruciore alle gambe perciò urlo di dolore mentre riattraverso la strada e torno verso la macchina cercando di mettermi al riparo. Intanto vedo passare un ragazzo alto che corre a forte velocità, riconosco Alexander ma non riesco a fermarlo poiché non faccio in tempo. Andrea torna alla macchina, prende qualcosa da terra e ritorna da Pietro. Ripete questo gesto per circa quattro volte. Io sono frastornata e disorientata, mi dimentico totalmente di Alexander. Ho solo fretta di tornare a casa. Finalmente Andrea arriva, parte e andiamo a casa sua. Io mi precipito sotto la doccia per togliermi l’acido dalle gambe. Sono frastornata e inizio a capire che è successo qualcosa di molto grave. Chiedo ad Andrea di chiamare Alexander. Il telefono suona a vuoto e mi agito ancora di più. Scopro cosa è successo ad Alexander soltanto la mattina seguente quando ci troviamo in aula di Tribunale». «È ovvio che Alexander non era in via Carcano per caso. Era lì perché gli ho dato appuntamento io, travolgendolo in una vicenda molto grave. Ho coinvolto Alexander in primo luogo perché non sapevo realmente a cosa andavo incontro e ho voluto che fosse presente per potermi aiutare se mi fosse successo qualcosa. E poi volevo che in quel momento, potenzialmente drammatico, lui fosse presente per non avere segreti e per fargli vedere realmente chi era la donna che aveva scelto come compagna. Per tutto questo e per i danni causati a Pietro Barbini, mi sento enormemente in colpa ed è giusto che paghi. Con profonda stima, Martina Levato».

  • 21:36

    Matthias era uno psicorigido che tappezzava la casa di post-it con specfiche direttive per la moglie. Con la baby sitter di casa, una donna spagnola, di 50 anni, di nome Dolores, l'uomo aveva un'intesa speciale, tanto da essere considerata nel suo testimone.

  • 21:24

    Nessuno sa cosa sia successo ad Alessia e Livia Schepp. Mamma Irina si oppone all'archiviazione del caso per volere delle autorità svizzere. Non è stata sequestrata la casa di Matthias Schepp così come la scheda telefonica ed il terriccio sulle scarpe da trekking. Ed i due borsoni di tela che, avrebbero potuto contenere il cadavere delle due bambine


Quarto Grado puntata 4 settembre 2015: anticipazioni


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Quarto Grado torna stasera con un nuovo appuntamento, occupandosi, ancora con nuovi dettagli, dei casi Gambirasio, Piscaglia, Stival e Schepp. In particolare sarà presente in studio una delle vittime della “coppia dell’acido”, Martina Levato e Alexander Boettcher.

L'appuntamento è per questa sera alle 21.15 su Rete4 e in liveblogging qui su Blogo.

Quarto Grado: come vederlo in tv


Quarto Grado è in diretta ogni venerdì sera su Rete4, intorno alle 21.10. Se lo perdete potete recuperarlo dal giorno seguente sul sito VideoMediaset.it.

Quarto Grado: Second Screen


Quarto Grado può essere seguito anche sui social, attraverso i profili ufficiali Twitter @QuartoGrado e Facebook Quarto Grado. Per interagire con la trasmissione basterà usare l'hashtag #quartogrado. Per segnalazioni, anche durante la diretta, si può chiamare il numero 02.30309010.

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