Rachid Mesli arrestato per terrorismo: revocato l'obbligo di dimora

L'avvocato algerino è da sempre attivo per la tutela dei diritti umani

capture-decran-2015-05-26-a-17-28-58-745x450.png

Il 15 settembre la Corte d'Appello di Torino ha revocato l'obbligo di dimora per l'avvocato algerino Rachid Mesli, arrestato lo scorso 19 agosto al traforo del Gran San Bernardo. Ne da notizia l'organizzazione Al-Karama, che si batte contro le violazioni dei diritti umani nel mondo arabo, di cui Mesli è co-fondatore. Il fermo era avvenuto sulla base di un mandato di cattura internazionale emesso dalle autorità algerine nel 2002.

La Corte non ha ancora emesso un verdetto sulla richiesta di estradizione, ma la decisione delle revoca dell'obbligo di dimora fa capire che la sentenza sarà in favore dell'avvocato. La Corte ha evidenziato come dagli elementi emersi è possibile delineare la figura di Mesli come quella di una persona la cui attività è volta alla tutela dei diritti umani e quindi poco compatibile con l'accusa di terrorismo. In particolare il materiale fornito dall'Algeria poco chiaro, criticata anche la procedura che aveva portato alla condanna di 20 anni di reclusione poiché la sentenza era stata presentata in contumacia dell'imputato e senza la presenza di un avvocato difensore.

Ieri mattina Mesli ha potuto lasciare l'Italia per fare ritorno a Ginevra, in Svizzera, dove risiede da anni. L'avvocato ha dichiarato che la sua vicenda deve far riflettere sulla necessità da parte dei paesi democratici di collaborare con le dittature "che fanno uso delle risorse della comunità internazionale per violare i diritti umani".

Rachid Mesli arrestato per terrorismo: a breve la decisione del Tribunale di Torino sull'estradizione

22 agosto 2015 - Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International, è intervenuto in difesa di Rachid Mesli, detenuto ad Aosta dal 19 agosto scorso, definendolo “una di quelle persone che mettono a disposizione la loro professione a difesa di chi subisce la violazione dei diritti umani” e spiegando di aver già iniziato a muoversi per evitare che l’avvocato e attivista algerino venga rimandato ad Algeri, dove rischia nuove persecuzioni e, viste le accuse che gli vengono contestate, la pena capitale:

Le autorità italiane hanno avuto l’obbligo di intervenire e fermarlo. Era già successo in Germania e nel Regno Unito dove fu subito rilasciato. Questo è quanto auspichiamo accada anche questa volta. […] Siamo intervenuti presso la procura di Aosta, perchè Rachid è detenuto lì, e la procuratrice ci ha dato conferma di aver trasmesso la nostra email nella documentazione che ha inviato alla corte d’appello di Torino, che ha competenza sul caso. Ci metteremo in contatto anche con la corte d’appello di Torino per informare su chi è l’avvocato e sottolineare quali rischi potrebbe correre nel caso venisse accolta la richiesta di estradizione in Algeria.

Sulle accuse contestate all’attivista si è espresso in queste ore anche Mourad Dhina, direttore esecutivo dell’organizzazione Alkarama, di cui Mesli è co-fondatore:

Le accuse contro Rachid Mesli sono ridicole. Secondo il mandato d'arresto, il Signor Mesli è stato accusato nel 2002 di "fornire informazioni per via telefonica sui movimenti di gruppi terroristici," così come del "tentativo di rifornire gruppi terroristici di macchine fotografiche e telefoni," travisando volutamente la natura dell'attività dell'avvocato dei diritti umani di contattare le vittime di violazioni e le loro famiglie.

La decisione non dovrebbe tardare ad arrivare. La Corte d’Appello di Torino dovrebbe esprimersi in tempi brevi, già nei primi giorni della prossima settimana, e decidere se rilasciare Noury o se confermare la detenzione in attesa che vengano avviate le pratiche per l’estradizione.

Rachid Mesli arrestato per terrorismo

L'avvocato algerino e attivista per i diritti umani Rachid Mesli è stato arrestato dalla polizia italiana al traforo del Gran San Bernardo, in esecuzione di un mandato di cattura internazionale spiccato dall'Interpol. I fatti sono avvenuti lo scorso 19 agosto.

Mesli vive a Ginevra, in Svizzera, ed era ricercato dalle autorità di Algeri per terrorismo: ora la Corte d'Appello di Torino dovrà pronunciarsi sulla richiesta di estradizione, mentre Mesli si trova momentaneamente recluso nella casa circondariale di Brissogne, Aosta. L'avvocato algerino era diretto in Italia su un'auto con a bordo la moglie e un figlio.

A seguito di un normale controllo dei documenti la Polizia di frontiera italiana ha dato esecuzione al mandato d'arresto spiccato dall'Interpol su richiesta del governo dell'Algeria: secondo Amnesty International l'avvocato Mesli è rifugiato in Svizzera dal 2000 ma è rincorso sin dal 1996 dalla giustizia del suo paese, quando è stato arrestato con l'accusa di aver "incoraggiato il terrorismo": in qualità di avvocato ha difeso carcerati islamisti vittime di tortura.

Le autorità algerine in particolare gli contestano di aver fornito informazioni ad organizzazioni internazionali, come la stessa Amnesty, e per tre anni è stato in carcere e vittima lui stesso di tortura. A Ginevra, dove vive con la famiglia, ha fondato l'organizzazione Al-Karama, per denunciare le violazione dei diritti umani nel mondo arabo.

Rachid Mesli fu rapito da alcuni uomini armati il 31 luglio 1996, persone che si rivelarono essere membri delle forze di sicurezza algerine: prelevato dalla sua auto, fu detenuto segretamente per giorni, torturato e pestato. Accusato di terrorismo è stato assolto nel 1997 e, nel dicembre 1998, la sua condanna è stata annullata anche dalla Corte Suprema di Algeri; nonostante l'assoluzione del 1997 era ancora segregato in prigione in attesa di un nuovo processo, un principio assolutamente illegale e contrario alle prescrizioni del diritto algerino. Nel giugno del 1999 il tribunale di Algeri lo ha riconosciuto colpevole di appartenere a un gruppo terroristico e condannato a tre anni di carcere ma fu rilasciato nel luglio dello stesso anno per effetto della grazia presidenziale. Nel 2000 fuggì in Svizzera, dove nel 2001 ha co-fondato Justitia Universalis, un'organizzazione non governativa impegnata nella lotta contro l'impunità. Successivamente si è prodigato molto per l'assistenza a presunti terroristi, molti dei quali sono stati arrestati anche solo per essersi messi in contatto con lui.

  • shares
  • Mail