Trani, bracciante morta ad Andria: sequestri nelle case delle colleghe

Gli inquirenti pensano che sotto i tendoni i braccianti inalino massicce quantità di pericolosi fitofarmaci.

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17 settembre 2015 - Prosegue l'indagine della Procura di Trani per chiarire le cause che hanno portato al decesso di Paola Clemente, la bracciante agricola morta in seguito a un malore nelle campagne di Andria. Dalle acquisizione documentali effettuate da Polizia e Guardia di Finanza nelle abitazioni di circa 100 colleghe della donna, residenti prevalentemente nella provincia di Taranto, emergono discrepanze dai dati delle buste paga e le giornate effettive di lavoro.

Gli inquirenti vogliono capire se l'agenzia interinale che si occupava di assumere le braccianti, la Inforgrup, fosse a conoscenza del lavoro in nero svolto dalle braccianti oppure se l'illecito fosse gestito dalla struttura di caporalato emersa nelle indagini condotte dal pm Alessandro Donato Pesce. Nell'organizzazione pare avessero parte attiva anche alcune donne che avevano il compito di sorveglianza nei campi. Gli investigatori nel corso delle loro indagini hanno riscontrato un'omertà diffusa tanto che si è reso necessario il sequestro dei documenti. Nei prossimi giorni potrebbero esserci nuovi indagati.

Sono tre al momento i nomi delle persone iscritte a registro, si tratta di Luigi Terrone, uno dei responsabili dell'azienda agricola di Corato, Ciro Grassi, proprietario dell'azienda di trasporti che accompagnava tutte le mattine le braccianti da Taranto ad Andria e Filippo Zurlo, autista del pulmino su cui ha viaggiato la donna nel giorno del suo decesso.

Trani, bracciante morta nelle campagne di Andria: 3 persone indagate

25 agosto 2015 - E’ salito a tre il numero degli indagati per la morte di Paola Clemente, la bracciante di 49 anni deceduta mentre era al lavoro nelle campagne di Andria. Il pm Alessandro Pesce che si sta occupando del caso ha iscritto nel registro degli indagati un dipendente di Ciro Grassi, l’uomo indagato fin dall’apertura dell’inchiesta.

Il pm è riuscito ad accertare che alla guida dell’autobus che quella mattina portò Paola Clemente da San Giorgio Ionico ad Andria non c’era Grassi, come ipotizzato all’inizio, ma un suo dipendente, ora indagato. Coi due uomini è finito nel registro degli indagati anche Luigi Terrone, uno dei responsabili della Ortofrutta Meridionale, la ditta per conto della quale stava lavorando Clemente, assunta da un'agenzia interinale.

Dopo queste ultime novità, l’autopsia sul corpo della donna, prevista per questa mattina, slitterà di qualche ora.

Trani, bracciante morta nelle campagne di Andria: indagato l'imprenditore

Giovedì 20 agosto 2015 - Il titolare dell'azienda agricola "Perrone" di Andria presso cui lavorava Paola Clemente è stato iscritto nel registro degli indagati. Finora l'unico indagato era Ciro Grassi, l'autista del furgone che portava i braccianti a lavorare nei vigneti per due euro all'ora. L'indagine in corso è per omicidio colposo e omissione di soccorso. Gli inquirenti ipotizzano che i braccianti sotto i tendoni inalino quantità massicce di fitofarmaci pericolosi che provocano malori. L'autopsia sul corpo di Paola Clemente morta il 31 luglio accerterà le cause del decesso nei prossimi giorni.

Trani, bracciante morta: aperta un'inchiesta


Mercoledì 19 agosto 2015

- La Procura di Trani ha deciso di aprire un’inchiesta sulla morte di Paola Clemente, la donna di 49 anni deceduta lo scorso 13 luglio mentre stava lavorando in un vigneto nelle campagne di Andria.

La donna fu colta da malore e morì poco dopo. Nei giorni scorsi suo marito Stefano Arcuri aveva deciso di vederci chiaro e, pretendendo giustizia per quanto accaduto alla consorte e madre dei suoi tre figli, ha presentato denuncia. Il pm ha quindi deciso di disporre la riesumazione del corpo e la sua autopsia, fissata per il 21 agosto prossimo, e ha avviato l’indagine.

Come atto dovuto è finito iscritto nel registro degli indagati l’uomo che ogni giorno caricava i braccianti sul pulmino e li portava a lavoro. Paola Clemente, come altre migliaia di persone, partiva ogni giorno all’alba da casa sua, a San Giorgio Jonico, e arrivava a destinazione dopo circa due ore per poter guadagnare appena 27 euro al giorno.

L’uomo, identificato come Ciro Grassi, è stato indicato dalla Procura come la persona che ha messo insieme la squadra che quotidianamente attraversava parte della Puglia per guadagnare pochi spiccioli. L’accusa ipotizzata dalla Procura di Trani è omicidio colposo e omissione di soccorso.

Non sarà un’inchiesta facile, questo è certo. Il procuratore di Trani, Carlo Maria Capristo, ha promesso che il pm Alessandro Pesce andrà a fondo sulla questione e che “darà giustizia alla famiglia della vittima”, ma ha anche invitato tutte le persone coinvolte, dai sindacati ai lavoratori, di “dare indicazioni utili alle indagini sul caporalato" e combattere così l’omertà diffusa:

Ce ne occupammo nel corso delle indagini sul crollo di Barletta. In quella circostanza accertammo che le lavoratrici morte erano irregolari. Da lì partì un’inchiesta sul caporalato e venne fuori un fenomeno raccapricciante. Io e il collega Giuseppe Maralfa fummo ascoltati anche dalla commissione parlamentare d’inchiesta e il nostro lavoro fu apprezzato.

Le indagini proseguono.

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