Catturato Erjon Sejdiraj, l'albanese che 15 anni fa seviziò e uccise una prostituta

Sejdiraj aveva due complici, entrambi condannati a 23 anni di carcere, ma uno di loro è ancora latitante.

Erjon Sejdiraj

I carabinieri del nucleo investigativo di Piacenza hanno finalmente trovato e arrestato Erjon Sejdiraj, albanese oggi 38enne che tra l'8 e il 9 dicembre del 1999 rapì a Mortizza di Piacenza Betty Yadira Ponce Ramirez, ecuadoriana che aveva compiuto 20 anni il giorno prima e che era la prostituta di punta di un clan rivale di quello di Sejdiraj.

Il criminale albanese seviziò la ragazza e poi la uccise strangolandola e annegandola in un lido del Po. Il corpo della prostituta fu sepolto sul posto, ma nel febbraio del 2000 riaffiorò e così partirono le indagini che portarono all'accusa di Sejdiraj e di sue suoi complici: Robert Ziu e Fatmir Vangjelai, anch'essi albanesi.

Nell'aprile del 2000 le indagini attribuirono il delitto ai tre albanesi latitanti e il processo in contumacia ha portato alla condanna definitiva all'ergastolo per Sejdiraj, il capo della banda, e a 23 anni per gli altri due. Per Ziu, che è stato catturato nel 2006 ed è detenuto nel carcere di Velletri, la condanna è definitiva, per Vangjelai, che è ancora latitante, manca la pronuncia della Cassazione.

Sejdiraj commise quell'omicidio e agì con indicibile crudeltà per dimostrare la sua supremazia nel giro della prostituzione locale. I carabinieri sono arrivati a lui in collaborazione con la polizia di altri Paesi: le indagini si sono inizialmente concentrate su alcune città italiane e albanesi, poi gli inquirenti si sono soffermati su alcuni parenti di Sejdiraj che vivono in provincia di Ferrara e da lì si sono spostate in Belgio dove il criminale aveva cominciato una nuova vita con la moglie e i tre figli nel villaggio di Geluwe, nelle Fiande Occidentali, sotto falso nome. È stato però incastrato dalle impronte digitali e dalle foto segnaletiche con l'inconfondibile tatuaggio a forma di lacrima sulla guancia destra.

Le indagini sono state coordinate dal Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia e Sejdirai era inserito nella lista dei cento latitanti più pericolosi.

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