Arrestati fedelissimi di Matteo Messina Denaro

Undici arresti in una masseria di Mazara del Vallo, in provincia di Trapani. Erano i suoi "postini".

Gli agenti del servizio centrale operativo delle squadre mobili di Palermo e Trapani, assieme ai carabinieri del Ros del reparto operativo di Trapani, hanno fatto irruzione questa notte nelle terre di Matteo Messina Denaro, per la precisione nella Contrada Lippone, un'area che va da Mazara a Salemi.

L'azione è avvenuta dopo tre anni di investigazioni, dopo intercettazioni fatte con telecamere piazzate sugli alberi e registratori nascosti in ogni angolo. Era in una masseria di Mazara del Vallo, infatti, che arrivavano e ripartivano gli ordini del superlatitante a capo di Cosa Nostra. Il modo in cui avvenivano questa comunicazioni lo racconta Repubblica:

Comunicazioni all’antica, dice la complicatissima indagine condotta dai pubblici ministeri di Palermo Paolo Guido, Carlo Marzella, dal procuratore aggiunto Teresa Principato, dal procuratore Franco Lo Voi. Comunicazioni tramite i pizzini, foglietti di carta ripiegati all’inverosimile e protetti da scotch. Le intercettazioni hanno svelato che era un vecchio mafioso ad occuparsi della distribuzione dei biglietti arrivati dal latitante. Destinatari, una decine di persone. E in attesa della consegna, il vecchio mafioso nascondeva i pizzini sotto un masso.

Sono oltre 23 anni che Messina Denaro è latitante, ma la situazione non sembra aver scalfito la sua capacità di comando né la stretta delle forze dell'ordine sembra aver più di tanto indebolito la mafia siciliana. Oggi, però, nella masseria di Mazara del Vallo sono arrivate le forze dell'ordine, che hanno messo in manette gli 11 "postini".

Chi custodisce più segreti è di certo Vito Gongola, u zu Vitu coffa è soprannominato. Era lui il custode dei pizzini. Oggi ha 77 anni, e continua ad alzarsi alle quattro per badare al suo gregge. Ma questa volta, polizia e carabinieri l’hanno svegliato prima. Mafioso vecchio stampo, u zu Vitu coffa. Nel natale del 1991, alla vigilia delle stragi Falcone e Borsellino, Totò Riina lo volle alla sua destra nella grande tavolata che organizzò a Mazara del Vallo per fare gli auguri ai mafiosi più influenti di Cosa nostra.

In manette anche Mimmo Scimonelli, titolare di un Despar e a capo di un neonato consorzio di vini; Ugo Di Leonardo, architetto; Leonardo Agueci, 28 anni, ragioniere; Pietro e Vincenzo Giambalvo, 77 e 38 anni; Sergio Giglio, 46 anni; Michele Gucciardi, 62 anni; Giovanni Loretta, 43 anni; Giovanni Mattarella, 49 anni, genero di Vito Gondola; Giovanni Domenico Scimonelli, 48 anni; Michele Terranova, 46 anni.

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