Mark Karpeles arrestato a Tokyo: era il capo di Mt. Gox

La sua società, per un certo tempo leader nel settore dello scambio di Bitcoin, aveva fatto bancarotta lo scorso anno.

Dalla bancarotta di Mt. Gox - la società che per un certo tempo è stato l'hub più importante per l'immagazzinamento e scambio di bitcoin, la moneta virtuale - la legge e dei clienti infuriati si sono domandati che cosa fosse successo a quasi mezzo miliardo di dollari in Bitcoins che la compagnia aveva dichiarato essere svaniti dai suoi sistemi informatici.

Nella giornata di sabato, la polizia giapponese ha arrestato il capo della società con base a Tokyo, Mark Karpeles, con l'accusa di aver utilizzato in maniera scorretta la sua piattaforma online per aggiungere in maniera illecita un milione di dollari a un account che era sotto il suo controllo. Ma questo arresto fa solo in piccola parte chiarezza sul mistero dei bitcoin mancanti.

Le televisioni giapponesi hanno mostrato l'arresto del trentenne di nazionalità francese, preso nella mattinata di domenica direttamente dal suo appartamento. In una dichiarazione la polizia ha detto che Karpeles avrebbe "illecitamente gonfiato il bilancio" di un account tenuto sotto il suo nome, manipolando il registro delle transazioni.

L'implosione di Mt.Gox, che Karpeles aveva sviluppato dalle sue origini come piattaforma di scambio per le card del gioco Magic, aveva scioccato il mondo, ancora in sviluppo, della moneta virtuale. Il sistema di sicurezza che rende possibile usare Bitcoin non protegge da possibile ladri o da banchieri incompetenti, o almeno così era parso in seguito a questa vicenda.

Prima di dichiarare la bancarotta, nel febbraio dello scorso anno, la Mt.Gox aveva annunciato di aver perso 850mila bitcoin, per la maggior parte di proprietà dei suoi clienti, dichiarando che fossero stati smarriti dal sistema o rubati da hacker. Il totale aveva un valore di oltre 450 milioni di dollari. La compagnia aveva anche annunciato di aver perso 27 milioni di dollari cash.

La vicenda e l'arresto del fondatore di Mt.Gox, quindi, non chiarisce che fine abbiano fatto tutti quei bitcoin.

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