Palermo: rubavano smartphone e tablet, 8 arresti per 21 furti

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Sono 17 le misure restrittive, tra arresti domiciliari e obblighi di dimora, che polizia e carabinieri di Cefalù, in provincia di Palermo, stanno eseguendo a carico di altrettanti presunti componenti di una banda accusata di avere messo a segno 21 furti di materiale elettronico.

Il gruppo prendeva di mira soprattutto smartphone e tablet che sarebbero stati rubati per un valore di oltre 300 mila euro. I ladri agivano in negozi, ricevitorie e centri commerciali.

Il gip del tribunale di Termini Imerese (PA) ha emesso otto ordinanze di arresti domiciliari e nove divieti di uscire di casa tra le 19 e le 7 del mattino; nessuno è finito in carcere nonostante tutti i soggetti coinvolti avessero dei precedenti penali.

L’organizzazione, sempre secondo le indagini, aiutava le famiglie dei membri della banda arrestati e pagava le spese legali. I ladri avevano dei telefoni impostati in modalità “conferenza” per tenersi sempre collegati.

La polizia è riuscita a sventare altri sei colpi che il gruppo stava per compiere, visto che la banda era già tenuta sotto stretta osservazione. La maggior parte degli indagati vive nel quartiere Zen di Palermo, da lì si spostavano per compiere i furti tra Cefalù, Termini Imererese e in altri centri delle province di Trapani e di Messina grazie ad appoggi locali.

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