Elena Ceste, il marito Michele Buoninconti è stato condannato a 30 anni di carcere

Elena Ceste, ultime notizie sul processo: il marito Michele Buoninconti, accusato di omicidio e occultamento di cadavere, è stato condannato a 30 anni di carcere.

17.50 - La sentenza è arrivata: Michele Buoninconti è stato condannato a 30 anni di carcere per l’omicidio della moglie Elena Ceste.

Per capire cosa abbia spinto il giudice Roberto Amerio ad accogliere la richiesta di dell’accusa e infliggere all’uomo il massimo della pena bisognerà come al solito attendere che vengano depositate le motivazioni della sentenza.

Buoninconti, nel corso di quest’ultima udienza, si era rivolto direttamente al giudice per delle dichiarazioni spontanee:

Signor Giudice, io mi trovo davanti a lei senza un motivo vero, non c'è alcuna certezza che mia moglie sia stata uccisa e la procura non può provarlo, né ora, né mai, semplicemente perché non è accaduto. Ci vogliono le prove per condannare un uomo e la procura non le ha perché non esistono, non si può trasformare a piacimento un innocente in un colpevole, tra l'altro, di un omicidio che non c'è stato. […] Elena delirava e sentiva le voci e si picchiava in testa. Non me lo sono inventato, questa crisi psicotica si ascrive perfettamente nel quadro dei suoi disturbi precedenti, quei disturbi di ottobre e novembre, li chiami crisi psicotica come l'accusa o pensieri ossessivi persecutori come la consulente della difesa.

E, ancora, a proposito di quella tragica mattina:

Quella mattina con i miei figli ho lasciato Elena a casa verso le 8.10 e, circa 35 minuti dopo, Elena non c'era più e la casa era nelle stesse condizioni in cui l'avevo lasciata, nonostante Elena fosse rimasta per fare le faccende domestiche. Se fosse rimasta in casa, avrebbe rifatto tutti i letti e sistemato la cucina, di sicuro non avrebbe perso tempo, sapendo che avrebbe dovuto sistemare la casa, recarsi dal dottore e preparare il pranzo per sei persone. […] Elena non stava bene, per questo non accompagnò i bambini a scuola quella mattina, per questo saremmo dovuti andare dal dottore e per questo si allontanò. Elena era vestita di tutto punto con abiti che profumavano di pulito ed era solita farsi la doccia alla sera. Quella mattina, Signor Giudice, Elena non si fece la doccia, non la trovai nuda e non la uccisi, è un'accusa falsa ed infamante e priva di fondamento.

17.00 - Michele Buoninconti, come anticipato stamattina, è riuscito a prendere la parola in aula e a leggere le cinque pagine che si era preparato, ribadendo più volte la propria innocenza. Lo ha confermato il suo difensore, l’avvocato Enrico Scolari:

Michele Buoninconti ha ripercorso il suo iter giudiziario e le sue sofferenze per non aver potuto vedere i quattro figli ormai da molti mesi. Era commosso, e si è dichiarato vittima di un errore giudiziario ribadendo che non c’è stato nessun omicidio.

I giudici si sono già ritirati in Camera di Consiglio e dovrebbero uscirne con la sentenza già nel tardo pomeriggio di oggi.

4 novembre 2015 - É attesa per oggi la sentenza di primo grado del processo che vede imputato Michele Buoninconti per l’omicidio della moglie Elena Ceste, trovata morta a Isola d’Asti nell’ottobre dello scorso anno nove mesi dopo la sua scomparsa.

Buoninconti, marito della donna e padre dei suoi quattro figli, è presente in aula oggi e, stando a quanto riferito dai suoi legali, dovrebbe anche leggere un breve scritto in cui darà ancora una volta la propria versione dei fatti e professerà la propria innocenza.

Oggi, dopo le repliche dell’accusa, i giudici dovrebbero ritirarsi in camera di consiglio, anche se non è escluso che possano chiedere un rinvio per un supplemento di indagine.

L’accusa, lo ricordiamo, ha chiesto che l’uomo venga condannato a 30 anni di carcere.

Elena Ceste: processo al marito Michele Buoninconti, chiesti 30 anni

14.40 - Il pm di Asti Laura Deodato, al termine di una requisitoria di quattro ore, ha chiesto 30 anni di carcere per Michele Buoninconti, il marito di Elena Ceste. Essendo il rito abbreviato, si tratta della massima pena per le accuse di omicidio volontario premeditato e occultamento di cadavere.

Secondo il pm, le indagini si sono svolte in modo ineccepibile e la colpevolezza dell'uomo è l'unica conclusione possibile.

Michele Buoninconti, presente in aula, è rimasto impassibile quando il pm ha letto la richiesta di condanna.

23 settembre 2015 - È ripartito questa mattina il processo a Michele Buoninconti, accusato di aver ucciso la moglie Elena Ceste e di aver occultato il suo cadavere. Il pm Laurea Deodato formulerà nella giornata di oggi la richiesta di condanna nei confronti dell'uomo.

C'è anche un avvicendamento sul fronte dei legali: l'avvocato Giuseppe Marazzita è il nuovo difensore di Michele Buoninconti.

Il processo a Michele Buoninconti per l'omicidio di Elena Ceste


1° luglio 2015 -

È iniziato oggi presso la Corte d'Assise di Asti il processo nei confronti di Michele Buoninconti, il 47enne accusato dell'omicidio e dell'occultamento del cadavere della moglie Elena Ceste.

Buoninconti, che si professa innocente, era finito in manette il 29 gennaio scorso. Il processo si svolgerà a porte chiuse e con il rito abbreviato, che permette lo sconto di un terzo della pena in caso di condanna, davanti al giudice Roberto Amerio.

Buoninconti, di professione vigile del fuoco, è assistito dagli avvocati Chiara Girola e Massimo Tortoroglio. A maggio il gip di Asti aveva chiesto il giudizio immediato per l’uomo ritenendo le prove a carico dell'indagato sufficienti. È la stata difesa di Buoninconti ad avanzare poi la richiesta di rito abbreviato.

I legali del marito di Elena Ceste nelle ultime ore riferiscono che l’imputato sarebbe disposto, qualora fosse necessario, a rinunciare all'eredità a favore dei figli oltre a essere favorevole al loro affidamento ai nonni materni. 

Nell'udienza di stamattina il giudice Amerio ha rinviato alla prossima, fissata al 22 luglio, dopo aver accolto la costituzione di parte civile dei familiari della vittima e dell’associazione «Penelope» che si occupa di donne scomparse. Buoninconti non è stato ascoltato, l'uomo è apparso decisamente dimagrito.

Il caso. Elena Ceste, 37 anni e madre di 4 figli, scomparve il 23 gennaio 2014 dalla sua casa di Costigliole d'Asti. All’inizio si pensò a un fuga volontaria, poi a un suicidio fino a quando gli inquirenti si mettono a seguire con convinzione la pista omicidio. 

I resti del cadavere della donna verranno ritrovati per pura casualità il 18 ottobre scorso a un chilometro dall’abitazione in cui viveva con il marito e i figli, durante dei lavori di scavo nella zona.
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