Roberto Berardi, nuova interrogazione parlamentare sulla sua detenzione

Il segretario nazionale di Noi Con Salvini, e deputato della Lega Nord, Angelo Attaguile presenta una nuova interrogazione sul caso umanitario internazionale di Roberto Berardi

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Angelo Attaguile, parlamentare eletto con il Popolo della Libertà e passato alla Lega Nord, oggi segretario anche di Noi Con Salvini, ha presentato venerdì 5 giugno 2015 una nuova interrogazione parlamentare riguardante il caso di Roberto Berardi, il connazionale detenuto in Guinea Equatoriale ingiustamente per due anni e quattro mesi ed oggi letteralmente sequestrato, come denuncia la famiglia, nella galera di Bata.

Sequestrato perchè, ha spiegato Stefano Berardi a Blogo, la pena terminava lo scorso 19 maggio: se già in precedenza la famiglia ha vivamente e lungamente protestato, oltre che per l'ingiusta detenzione anche per le inumane condizioni nelle quali si trova costretto a vivere il familiare, dopo la mancata scarcerazione la battaglia contro la giustizia nguemista è diventata assoluta.

La famiglia infatti non riconosce alla nuova scadenza della pena (il 7 luglio) alcuna legittimità: perchè non è scritto da nessuna parte che quel giorno Berardi sarà scarcerato e perchè non c'è alcun motivo valido per cui l'imprenditore non sia stato liberato il 19 maggio scorso. Secondo la motivazione ufficiosa fornita al legale di Berardi ed alla piccola delegazione diplomatica italiana inviata quel giorno a Bata, la giustizia nguemista non conteggia i giorni di carcerazione preventiva dei quali la polizia ha abbondantemente abusato, non rispondendo il Tribunale dell'abuso commesso dalle forze dell'ordine.

Con questo grottesco gioco delle tre carte il prestigio del coniglio dal cilindro della giustizia della Guinea Equatoriale è riuscito perfettamente. Un ulteriore elemento di crudeltà era tuttavia dietro l'angolo: lo scorso 5 giugno il dittatore Teodoro Obiang ha firmato un decreto di amnistia con il quale ha graziato una larga parte della popolazione carceraria nel paese. Non Berardi, il quale restava chiuso in cella mentre il dittatore festeggiava a Malabo ad un party con fiumi di champagne e regali prestigiosi.

Il testo dell'interrogazione

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Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale . — Per sapere – premesso che:

un imprenditore edile italiano, Roberto Berardi, originario di Latina, 49enne, accusato di truffa ed appropriazione indebita, è stato condannato ad una pena di due anni e quattro mesi, da scontare nelle carceri della Guinea Equatoriale;
la difesa del Berardi, costruttore con all'attivo la realizzazione di importanti infrastrutture in Africa, sostiene che la condanna è maturata nel contesto della risposta politico-giudiziaria ad uno scandalo finanziario che aveva coinvolto il figlio del Presidente della Guinea Equatoriale, partner d'affari del nostro sfortunato connazionale;
il regime e le condizioni della detenzione in Guinea Equatoriale non sono assolutamente paragonabili a quelle applicate nel nostro Paese, circostanza che sta nuocendo gravemente alla salute del Berardi, dimagrito di circa 30 chilogrammi, affetto ormai da numerose patologie, ristretto in una cella di due metri per tre e spesso oggetto di umiliazioni pesanti ad opera dei suoi carcerieri, che lo avrebbero frustato innumerevoli volte;
del caso si è interessato anche l'ex Vicepresidente della Commissione Europea, Antonio Tajani, al quale il Presidente della Guinea Equatoriale, Teodoro Obiang Nguema Mbasogo aveva assicurato nel marzo dello scorso anno tempi brevi per la liberazione;
nel 2014, risultava in effetti già avviata, con buone prospettive di una conclusione in tempi brevi, una trattativa tra il Governo italiano e quello della Guinea Equatoriale, anche se i legali del Berardi non risultavano averne avuta notizia dalle autorità del nostro Paese;
la liberazione del Berardi, ciò malgrado, è stata annunciata soltanto per il 19 maggio 2015, data che oltretutto è stata presto sostituita con una più lontana nel tempo, il prossimo 7 luglio;
penderebbe per la liberazione del Berardi una richiesta risarcitoria di 1,5 milioni di dollari da parte del socio di Berardi, figlio del dittatore Obiang e che proprio la corresponsione di questa cifra sarebbe il problema –:
che iniziative abbia messo in campo il Governo italiano per ottenere la liberazione di Roberto Berardi;
se risponda al vero il fatto che la richiesta di una somma di 1,5 milioni di dollari sia l'ostacolo che allo stato si frappone alla concessione della libertà a Roberto Berardi;
di quali informazioni il Governo disponga a proposito della volontà della Guinea Equatoriale di rilasciare effettivamente il Berardi.

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