Olbia, segregata in casa e violentata dal padre e dallo zio: due arresti

I due aguzzini erano riusciti a rendersi irreperibili subito dopo la denuncia della vittima, ma ieri sono stati rintracciati e arrestati.

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Una terribile storia di abusi e violenze è stata portata alla luce questa mattina ad Olbia, quando due uomini di 53 e 46 anni sono stati arrestati con l’accusa di aver violentato per mesi e tenuto chiusa in casa una ragazza con problemi di salute.

Gli agghiaccianti fatti sono stati denunciati lo scorso 4 aprile, quando la giovane vittima è riuscita a fuggire dall’appartamento in cui veniva tenuta rinchiusa ormai da mesi, dal dicembre dello scorso anno, dal padre e dallo zio, residenti rispettivamente ad Olbia e a Buddusò.

La giovane donna - la sua età non è stata ancora diffusa, così come non sono stati resi noti altri aspetti che potrebbero portare alla sua identificazione in pubblico - è riuscita a raccontare tutto ad alcuni conoscenti e, in seguito, alle forze dell’ordine.

E’ così emerso che la giovane fu tenuta segregata in casa dal dicembre 2014 all’aprile 2015, costretta ad assumere farmaci e droga e a subire violenza sessuale da parte del padre e dello zio, abusi e violenze che venivano compiuti ogni giorno, per quattro lunghissimi mesi.

I due erano riusciti a rendersi irreperibili, ma ieri, dopo quasi due mesi, sono stati rintracciati e condotti nel carcere di Nuchis con l’accusa di violenza sessuale.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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