Rogo ThyssenKrupp, pene ridotte nell’Appello bis

Il ricalcolo in Corte d’Appello ha concesso numerosi sconti di pena ai responsabili del rogo del dicembre 2007

Sono passati quasi dieci anni dalla maledetta notte fra il 5 e il 6 dicembre 2007 in cui sette operai morirono per la fuoriuscita di olio bollente allo stabilimento ThyssenKrupp di Torino. Nell’aprile 2014 la Cassazione aveva rimandato alla Corte d’Appello il ricalcolo delle pene che quest’oggi, dopo tredici mesi, sono state lievemente ridotte.

L’amministratore delegato Harald Espenhahn è stato condannato a 9 anni e 8 mesi, con uno “sconto” di quattro mesi rispetto alla precedente condanna a 10 anni. Altre lievi riduzioni sono state concesse agli altri sei imputati. La maggiore riduzione di pena è stata quella concessa a Daniele Moroni, dirigente a Terni della Thyssen che ieri in aula aveva reso dichiarazioni spontanee: dai 9 anni della precedente condanna, Moroni è sceso a 7 anni e mezzo. Per Marco Pucci e Gerald Priegnitz, membri del board della multinazionale la pena è scesa da 7 anni a 6 anni e 10 mesi.

Sette anni e due mesi sono la pena di Raffaele Salerno, mentre la pena di Cosimo Cafueri è stata ricalcolata in 6 anni e 8 mesi.

Com’era già accaduto alla lettura dei precedenti verdetti, anche quest’oggi alla lettura della sentenza, ci sono state reazioni di rabbia da parte dei parenti delle vittime.

Dopo 7 anni e mezzo, comunque, la sentenza di oggi non mette la parola fine sulla storia del rogo ThyssenKrupp: fra 60 giorni verranno rese note le motivazioni e a quel punto potrebbe esserci un nuovo ricorso in Cassazione.

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