Castello di Narni, archiviata l'indagine su monsignor Paglia

Archiviato il caso su monsignor Paglia

21 settembre 2015 - Il gip di Terni ha archiviato l'indagine nei confronti di monsignor Vincenzo Paglia, ex vescovo e ora presidente del Pontificio Consiglio per la famiglia, per le presunte irregolarità nella compravendita del castello di San Girolamo di Narni. Secondo quanto riporta l'agenzia Ansa per il gip sarebbe "certa la totale estraneità" di monsignor Paglia "il quale risulta avere agito sempre con l'unico obiettivo di assicurare alla realtà cittadina un riscatto in termini sociali e culturali".

"Prendo atto con grande soddisfazione della decisione presa dal magistrato inquirente che sancisce la mia totale estraneità ai fatti contestati o a eventuali altri illeciti. Termina così per me un non facile periodo di prova"

ha dichiarato lo stesso monsignore questa mattina.

27 maggio 2015 - Monsignor Vincenzo Paglia, attuale presidente del Pontificio consiglio per la famiglia, il vicario episcopale della diocesi Francesco De Santis, ed al presidente dell’Istituto diocesano per il sostentamento del clero, Giampaolo Cianchetta, sono indagati dalla procura di Terni per associazione per delinquere oltre a numerosi reati per l’irregolarità della gara pubblica.

Oltre a loro sarebbero indagati a vario titolo anche Stefano Bigaroni, sindaco di Narni all’epoca dei fatti, gli amministratori del comune umbro Antonio Zitti, Alessia Almadori e Alessandra Trionfetti e i componenti del cda di società immobiliari Giampaolo Cianchetta e Gian Luca Pasqualini.

Secondo gli inquirenti ternani infatti sarebbero tutti responsabili a vario titolo di alcune operazioni finanziarie e immobiliari realizzate con i conti correnti della diocesi umbra di Terni, Narni e Amelia, già gravata da un pesante buco economico di 25 milioni di euro; l'inchiesta, che coinvolge uno dei più importanti esponenti della chiesa cattolica, prende il via circa quattro anni fa, a margine della compravendita per l'acquisto del castello di San Girolamo a Narni, operazione immobiliare avvenuta formalmente da parte della IMI immobiliare Srl ma in realtà, spiega la procura di Terni, realizzata utilizzando indebitamente denaro della diocesi di Terni Narni Amelia.

Stando alla ricostruzione del Corriere della Sera Monsignor Paglia avrebbe agito in concorso con altri soggetti tra cui Paolo Zappelli, amministratore unico della IMI Immobiliare ed economo della diocesi, Luca Galletti, direttore dell’ufficio tecnico della diocesi e Francesco De Santis vicario episcopale e portavoce del Vescovo.

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In base alla ricostruzione degli inquirenti l’operazione di compravendita del Castello, struttura maestosa di grande interesse culturale ed artistico ma abbandonata al degrado e in stato di abbandono, sarebbe stata realizzata utilizzando due conti correnti della Diocesi che erano nella disponibilità di Galletti e Zappelli: secondo l’inchiesta, il sindaco di Narni, Bigaroni comunicò a monsignor Paglia l’intenzione del Comune di vendere il castello prima ancora della pubblicazione dell’elenco delle aree del Comune di Narni poste in vendita, prevedendo nel bando di gara un prezzo di 1.760.000 euro, una somma largamente inferiore al valore reale di 5.638.040 euro.

(in aggiornamento)

Foto | Narni online

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