Caso Berardi, la ong EG-Justice sulla detenzione prolungata: "Decisione scandalosa"

Durissimo comunicato della ong equatoguineana, con sede negli Stati Uniti, sulla mancata liberazione dell'imprenditore italiano

La mancata scarcerazione di Roberto Berardi continua a scatenare durissime reazioni nelle organizzazioni non governative che seguono il caso umanitario del connazionale e, più in generale, la situazione dei diritti umani nella piccola Guinea Equatoriale, la seconda dittatura d'Africa (dietro solo all'Eritrea di Isaias Afewerki) per ferocia e capacità repressive.

La ong EG Justice fondata e diretta da Tutu Alicante, un cittadino della Guinea Equatoriale che vive negli Stati Uniti e combatte contro la corruzione e le violenze nel suo paese, ha emesso ieri sera un comunicato stampa nel quale commenta con toni durissimi l'ultimo abuso, in ordine cronologico, subito da Roberto Berardi in carcere: la decisione del Tribunale di prorogare la decorrenza dei termini di carcerazione al 7 luglio viene definita da Alicante "scandalosa", che ritiene in generale la condanna a 28 mesi di carcere, si legge in un comunicato stampa, totalmente ingiusta:

"La decisione è scandalosa, le autorità della Guinea Equatoriale pur di mantenere il signor Berardi in cella non si fanno problemi a violare ulteriormente il suo diritto alla libertà personale ed alla sicurezza. Questa manipolazione dimostra chiaramente la mancanza di indipendenza del potere giudiziario. Non esiste alcuna base giuridica per la continuazione della detenzione del signor Berardi. [...]
La tortura e l'ingiusta prigionia del signor Berardi in condizioni spaventose ha gravemente compromesso la sua salute. Prolungare la detenzione di altre sei settimane non è solo crudele, ma persino illegale".

Secondo EG Justice infatti il prolungamento del periodo di detenzione del signor Berardi (dal 19 maggio 2015, giorno della scarcerazione, al 7 luglio 2015) viola il diritto della Guinea Equatoriale, come già detto a caldo dal suo legale Ponciano Mbomio Nvò e riferito da Blogo, e viola l'articolo 9 della Convenzione internazionale sui diritti politici e Civili (ICCPR), della quale la Guinea Equatoriale è firmataria.

Nella sentenza di condanna emessa dal Tribunale di Bata il 16 luglio 2013, tra l'altro, è scritto chiaramente che i giorni di fermo di Polizia e di arresti domiciliari in custodia cautelare sarebbero stati conteggiati nel computo finale dei giorni di pena. La pretestuosità della decisione del Tribunale nguemista è anche aritmetica: Berardi infatti è stato tenuto in custodia cautelare per 47 giorni (in totale, tra commissariato e domiciliari) mentre il Tribunale lo ha condannato a trascorrere altri 50 giorni di carcere, tre in più del dovuto.

Cosa, questa, che rende evidente la totale inesistenza di effettive ragioni legali o di procedura penale alla base della decisione, che sembra tuttalpiù calata dall'alto.

Tutu-Alicante-002

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