Napoli, blitz contro il racket nel centro storico: 4 fermi

Tra gli indagati c’era anche il 24enne Gennaro Fittipaldi, freddato lunedì mattina in un agguato in zona universitaria.

omicidio a napoli

Quattro persone sono state fermate questa mattina a Napoli nel corso di un’operazione finalizzata a decapitare un gruppo criminale dedito al racket nel centro storico della città.

A finire in manette sono state quattro persone vicine al clan Martinelli. Secondo l’accusa, il gruppetto avrebbe imposto al pizzo a commercianti e venditori ambulanti del centro, arrivando a utilizzare le maniere forti nel caso in cui qualcuno si fosse rifiutato di pagare.

Tra gli episodi violenti contestati agli indagati ce n’è uno risalente al 15 aprile scorso, quando un commando armato prese di mira un venditore ambulante che si era rifiutato di pagare il pizzo.

In quel caso l’estorsione, partita da 1000 euro, era arrivata a ben 5000 mila euro e di fronte al rifiuto del venditore, il gruppetto si era presentato armato sotto casa sua, sparando contro le sue finestre e intimandogli di andarsene di casa.

E’ proprio questo uno dei particolari emersi dalle indagini. Il clan, di fronte al mancato pagamento delle somme dovute, imponeva alle vittime di interrompere le attività commerciali e di abbandonare non soltanto le loro abitazioni, ma anche il quartiere.

Le indagini, in corso da mesi, sono arrivate a una svolta pochi giorni fa, dopo l’omicidio del 24enne Gennaro Fittipaldi, assassinato lunedì mattina nella zona universitaria di Napoli. La vittima, secondo quanto ricostruito, faceva parte proprio di questo giro di racket e per questo era finito nel registro degli indagati.

Le persone fermate questa mattina, lo scrive Il Mattino di Napoli, sono Vincenzo Martinelli, 49 anni, i suoi due figli Rosario e Salvatore, di 25 e 24 anni, e Mariano Porcino, 25enne.

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