Ladispoli: Marco Vannini ucciso, indagata tutta la famiglia Ciontoli

Il sottufficiale della Marina Antonio Ciontoli ha raccontato che dall'arma è partito per sbaglio un colpo che ha ucciso il fidanzato della figlia. Ora è indagata tutta la sua famiglia.

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Aggiornamento 30 settembre 2015 ore 13:00 - Svolta nelle indagini sulla morte di Marco Vannini, il 20enne rimasto ucciso da un colpo di pistola in casa dei genitori della fidanzata a Ladispoli (Roma). Da maggio era indagato solo il padre delle ragazza, Antonio Ciontoli, sottufficiale di Marina con incarico nei servizi segreti.

Ora è stata iscritta nel registro degli indagati anche il resto della famiglia: i due figli Martina e Federico Ciontoli oltre alla fidanzata di Federico. Antonio Ciontoli ha sempre sostenuto che si è trattato di un tragico incidente accollandosi la responsabilità di aver fatto partire un colpo della sua pistola per sbaglio, arma che un curioso Vannini avrebbe voluto vedere.

Marco morì la sera del 17 maggio scorso nella villetta a Ladispoli dei Ciontoli dopo una cena con la famiglia della ragazza. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti fin qui il giovane verso le 23.20 viene raggiunto da un proiettile alla spalla destra he trapassa il polmone e arriva il cuore.

Secondo la versione fornita a mente fredda da Ciontoli, mentre Marco faceva un bagno nella vasca lui è entrato in bagno e a quel punto il ragazzo, immerso nell'acqua, avrebbe chiesto di vedere l’arma in dotazione al militare da cui sarebbe accidentalmente partito un colpo. Tale ricostruzione non ha per nulla convinto i pm, infatti l'uomo era stato subito indagato prima per omicidio colposo e poi volontario.

Il giovane non muore all’istante ma i soccorsi non vengono allertati subito, si perde un sacco di tepo che sarebbe stato prezioso per salvare la vita al giovane. In una prima chiamata al 118, alle 23:45, si parla di un malore, non di una ferita di arma da fuoco, ma poco dopo l’ambulanza viene disdetta dagli stesso Ciontoli. Poi 28 minuti dopo parte un’altra telefonata al pronto soccorso in cui si parla del ferimento nella vasca di un ragazzo un pettine appuntito. La verità viene nascosta e quando il personale sanitario arriva per Marco non c’è più nulla da fare. Per tutta la famiglia Ciontoli l’ipotesi di reato è omicidio volontario.

Ladispoli: uccide ragazzo della figlia, sottufficiale accusato di omicidio

Aggiornamento 20 maggio, ore 17:20. L'accusa passa da omicidio colposo a omicidio volontario per Antonio Ciontoli, il sottufficiale della Marina militare di 48 anni che domenica sera, nella sua villetta a Ladispoli, ha ucciso con un colpo di pistola il fidanzato della figlia, Marco Vannini, 20 anni, di Cerveteri.

L'uomo agli investigatori ha raccontato che mentre puliva la sua arma, detenuta regolarmente, è partito per sbaglio un colpo che ha trafitto a morte Vannini. Dopo essere stato posto in stato di fermo, Ciontoli è stato rilasciato a seguito dell'interrogatorio del pm Alessandra D'Amore che indaga comunque per l'accusa di omicidio volontario.

La procura non ha ritenuto sussistenti i presupposti per la custodia cautelare ma i dubbi sulla ricostruzione dei fatti fornita dal luogotenente della Marina militare evidentemente non mancano, la sua posizione rimane al vaglio della magistratura. Intanto la famiglia della vittima si è costituita parte civile nominando un medico legale di parte che assisterà all’autopsia di Vannini.

"Volevamo tutti bene a Martina (la figlia del sottufficiale Ciontoli, Ndr) per noi era una di casa. Dormiva quasi sempre da lui e con Marco tutto filava liscio, d’amore e d’accordo. Anche le famiglie si frequentavano, andavano in vacanza insieme. Persone perbene. Perciò è ancora più inconcepibile e inammissibile il loro silenzio nei nostri confronti su tutta la faccenda"

ha detto il cugino di Marco Vannini, Alessandro.

Ladispoli: parte un colpo di pistola e uccide il ragazzo della figlia

19 maggio 2015

Un colpo di pistola che sarebbe partito accidentalmente dall'arma del sottufficiale della Marina Antonio Ciontoli, ha ucciso il fidanzato della figlia, il ventenne Marco Vannini. È accaduto domenica sera scorsa nella villetta di famiglia del militare, a Ladispoli, in provincia di Roma.

Secondo una prima ricostruzione dei fatti formulata dagli investigatori dei carabinieri, la vittima quella notte avrebbe dormito a casa della fidanzata come spesso accadeva, ma in tarda serata, verso la 23.30, mentre Ciontoli puliva la sua pistola detenuta regolarmente è partito per sbaglio il colpo che ha colpito Vannini, pare a una spalla.

Il tutto sotto gli occhi della moglie e della figlia del sottufficiale di Marina. Il Messaggero scrive che verso le 11,30 di sera da quella casa sarebbe arrivata una telefonata al 118, poi annullata. Circa un’ora dopo ci sarebbe stata una seconda chiamata, quindi i soccorsi sono stati allertati.

Mentre il giovane veniva trasportato in eliambulanza in ospedale le sue condizioni si sono però aggravate così l’elicottero è dovuto tornare indietro al pronto soccorso di Ladispoli. Qui al giovane è stato praticato un massaggio cardiaco ma purtroppo Vannini non si è mai ripreso, morendo ieri pomeriggio mentre era in stato di incoscienza.

Ora i carabinieri di Ladispoli e Velletri stanno risentendo moglie e figlia del sottufficiale e starebbero indagando su quella prima telefonata al 118 che risulta esser stata annullata per capire se il ragazzo si sarebbe potuto salvare se i soccorsi fossero stati chiamati prima. Intanto Ciontoli è in stato di fermo per l’accusa di omicidio colposo. 

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