Roberto Berardi resta in carcere, Amnesty Italia: "Necessaria iniziativa del governo"

Rinviata al 7 luglio la scarcerazione di Roberto Berardi, il legale: "La libertà è un concetto universale, deve intervenire il vostro governo"

Mercoledì 20 maggio, ore 14:52 - Amnesty International ha rilasciato una dichiarazione ufficiale sul proprio sito internet riguardante i fatti recentemente occorsi in Guinea Equatoriale. Il Presidente di Amnesty International Italia, Antonio Marchesi, fa appello al governo ed alla Farnesina affinchè intraprendano una forte iniziativa del governo italiano, definita "necessaria", contro la Guinea Equatoriale:

"Dopo aver appreso la notizia del mancato rilascio, nella data prevista, di Roberto Berardi, l'imprenditore italiano arrestato il 18 gennaio 2013 dalle autorità della Guinea Equatoriale con l'accusa di frode fiscale, Amnesty International Italia ha sollecitato il governo italiano ad assumere una forte iniziativa diplomatica nei confronti delle autorità del paese africano.

"Da quanto abbiamo appreso, il rilascio di Berardi è stata rinviato poiché nel computo non è stato compreso il mese e mezzo trascorso nelle mani della polizia (per ben oltre il limite previsto di 72 ore). Al di là della motivazione fornita dalle autorità della Guinea Equatoriale, discutibile e apparentemente pretestuosa, resta il fatto che su questa vicenda, nata nel quadro di dissidi tra l'imprenditore italiano e il gruppo familiare al potere, la diplomazia italiana avrebbe dovuto fare molto di più" - ha dichiarato Antonio Marchesi, presidente di Amnesty International Italia.

"Berardi ha trascorso ormai quasi due anni e mezzo in condizioni carcerarie inumane, mostrando più volte i segni delle torture subite. L'Italia deve garantire che non vi siano ulteriori ritardi nel suo rilascio e chiedere assicurazioni che, nell'attesa, il detenuto sia trattato umanamente e non subisca rappresaglie o ulteriori azioni giudiziarie una volta tornato in libertà" - ha concluso Marchesi."

Si legge nella nota.

Roberto Berardi resta in carcere, scarcerazione rinviata al 7 luglio

17:09 - Roberto Berardi non sarà scarcerato perchè la sua pena detentiva si riterrà estinta solo il prossimo 7 di luglio.

Sono davvero clamorose le notizie che ci arrivano dalla Guinea Equatoriale, da dove attendavamo la conferma dell'avvenuta scarcerazione di Roberto Berardi: l'imprenditore pontino non verrà scarcerato oggi, come invece pensava la famiglia, il suo legale (che ha conteggiato i giorni mancanti ad estinguere la pena, presentando 15 giorni fa l'istanza di scarcerazione al Tribunale di Bata), la piccola delegazione italiana inviata sul posto. La motivazione è stata fornita dalla segreteria del Tribunale di Bata, nel caos dell'andirivieni di una giornata di ordinaria follia: immediatamente dopo l'arresto del 18 gennaio 2013 Berardi è stato detenuto in fermo di polizia fino al 6 marzo 2013, ben oltre i termini consentiti dalla legge della Guinea Equatoriale (72 ore).

Di questo abuso, commesso dalla Polizia, non è però responsabile il Tribunale che fa partire la detenzione legale di Roberto Berardi dal 7 marzo 2013: condannato a 2 anni e 4 mesi di detenzione, terminerà la sua pena (da solo e con le sole sue forze) il 7 luglio 2015.

Contattato al telefono da Blogo, l'avvocato di Berardi, Ponciano Mbomio Nvò, ci ha spiegato:

"E' come se ci fossero due sistemi giudiziari in parallelo: secondo la mia interpretazione della legge del mio paese ai condannati vanno scontati i giorni di carcerazione preventiva dal conteggio finale della condanna detentiva. Nel collegio di Malabo (su di un isola, nda), dove esercito, le cose vanno così. Oggi il segretario del Tribunale di Bata mi ha spiegato che nella parte continentale del Paese di solito non ci sono sconti di pena di questo tipo. [...] Secondo il mio parere la vicenda di Berardi deve ora andare su un altro piano, non più giudiziario ma diplomatico: è una questione tra il vostro governo ed il mio governo perchè la libertà delle persone è un concetto universale ed è assurdo che si possano permettere queste cose. Questa è una battaglia di libertà."

Tutto questo sembra in effetti inquadrarsi nelle difficoltà enormi avute da sempre dalla nostra diplomazia, che fino ad oggi si è sostanzialmente dimostrata totalmente incapace non solo di tutelare i diritti di Roberto Berardi, ma nemmeno di far valere un minimo di sovranità diplomatica nei confronti dell'interlocutore africano. La famiglia di Roberto Berardi, per ora, ha accolto la notizia con un dignitoso silenzio che mostra più di ogni altra cosa il dolore che continua a lacerare la madre, la moglie, il fratello, i figli e tutti gli amici che aspettano con ansia il ritorno dell'imprenditore pontino a casa.

Roberto Berardi resta così, nuovamente, in cella di isolamento. Stefano Berardi, fratello di Roberto, ha appreso con rammarico e profondo dolore la notizia del rinvio della scarcerazione del fratello, anche in virtù della sicurezza espressa dal viceministro degli esteri Lapo Pistelli nelle scorse settimane, messa nero su bianco nel verbale della III Commissione Esteri della Camera dello scorso 5 maggio, ha invocato le dimissioni del viceministro Goffredo Pistelli in un messaggio inviato al titolare della Farnesina Paolo Gentiloni:

"Le chiedo gentilmente di suggerire al Vice Ministro Pistelli e alla Sig.ra Ravaglia, [...] di presentare le dimissioni, come ha fatto onorevolmente e con dignità l'Ambasciatore e ex-ministro Terzi Giulio, nel caso ben conosciuto dei due Militari Italiani in India.
Una soluzione intelligente le era stata richiesta da mesi, in una mia precedente e-mail [...] spero in un atto di umiltà da parte dei due vostri collaboratori sopra riportati."

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Martedì 18 maggio 2015, ore 11:56 - Roberto Berardi sarà scarcerato questo pomeriggio, al termine di una condanna penale a 2 anni e 4 mesi di detenzione per appropriazione indebita e truffa: l'imprenditore pontino detenuto a Bata, in Guinea Equatoriale, uscirà finalmente dal carcere dopo aver scontato ogni minuto della pena inflittagli.

Questa mattina l'avvocato di Roberto Berardi, Ponciano Mbomio Nvò, il console onorario Massimo Spano e il console in Cameroun Roberto Semprini saranno al tribunale di Bata per parlare con il giudice e ritirare la quietanza di scarcerazione, lasciapassare che finalmente porterà l'imprenditore italiano (sperano, ancora senza solide certezze, familiari ed amici di Berardi) a varcare la soglia del lager di Bata, nel quale è rimasto rinchiuso 2 anni e 4 mesi.

Ieri amici, familiari e persone semplicemente interessate al caso umanitario ed alla vicenda dell'imprenditore pontino si sono ritrovate alle librerie Feltrinelli di Latina all'incontro pubblico organizzato dal Comitato Liberiamo Roberto Berardi. All'incontro, che potete ascoltare qui grazie alla copertura di Radio Radicale, sono state lette due lettere inviate dal portavoce di Amnesty International Riccardo Noury e dal Presidente della Commissione per la tutela dei diritti umani del Senato Luigi Manconi, entrambi da sempre molto attivi sul caso e preoccupati per la sorte del detenuto italiano.

Così Riccardo Noury:

"Mi dispiace non poter essere con voi oggi a Latina, alla vigilia di un giorno che spero importante e risolutivo nella vicenda di Roberto Berardi.
Una vicenda emblematica di quanto i diritti umani (di intere collettività, come di singole persone) possano finire in secondo piano in nome delle relazioni diplomatiche e commerciali tra gli stati.

Ai rapporti della comunità internazionale con la Guinea Equatoriale ben si applica quella involontariamente rivelatrice definizione coniata dall’amministrazione Usa riguardo all’Uzbekistan: “pazienza strategica”. Detto in termini più semplici: complicità nelle violazioni dei diritti umani.

Roberto Berardi esce dal carcere non a seguito di particolari pressioni diplomatiche ma perché ha teminato di scontare la sua condanna. Tutta, non un giorno di meno. Fatta di irregolarità procedurali e, prima ancora di quelle, di maltrattamenti e torture.

Se non fosse stato per la tenacia della famiglia e dei suoi legali, per la sensibilità di singoli rappresentanti istituzionali e per la Tua perseveranza e quella di pochi altri tuoi colleghi, il caso di Roberto Berardi sarebbe stato dimenticato. L’elenco di chi avrebbe potuto e dovuto fare di più e di meglio è, come spesso accade, più lungo di quello di chi si è prodigato per lui in questo lungo duro periodo.

Roberto Berardi deve tornare immediatamente in Italia ed è dovere delle nostre istituzioni assicurare che ciò accada senza ulteriori ritardi e impedimenti da parte delle autorità della Guinea Equatoriale.

Auguro a te e ai familiari di Roberto Berardi buona conferenza.

Un caro saluto, Riccardo Noury, portavoce Amnesty Italia"

Così Luigi Manconi:

"Bentornato Roberto: è stata dura, molto Amnesty Italia: "Necessaria iniziativa del governo"dura, ma ce l'hai fatta". Questo, solo questo, deve essere il nostro pensiero. Questo ciò che ci aspettiamo, nient'altro. Perché non dobbiamo consentirci, in questo momento, di pensare altro né di temere altro. Ancora poche ore e Roberto Berardo sarà libero. Lo aspettiamo in Italia, a Latina e a Roma per salutarlo, rallegrarci con lui e ringraziarlo per l'intelligenza e il coraggio mostrati in questi anni crudeli. Io ringrazio in particolare i figli e la mamma di Roberto, Rossella e Stefano, anche per ciò che hanno insegnato alla politica. Ovvero che non c'è politica se non fondata sulla libertà e sulla dignità di ogni uomo. Ora non ci resta che aspettare e vigilare. Difficoltà, resistenze e contrattempi sono ancora possibili. Ma se abbiamo tenuto duro fino adesso, sono certo che continueremo ad avere fiducia e a batterci.

Sen. Luigi Manconi, Presidente della Commissione per la tutela dei diritti umani del Senato

Nel corso dell'incontro sono inoltre state presentate le istanze parlamentari scritte dagli amici di Roberto Berardi e presentate in Commissione Esteri alla Camera dal parlamentare pentastellato Manlio Di Stefano, grazie alle quali il governo italiano si è assunto ufficialmente l'impegno di tutelare l'incolumità e la sicurezza di Berardi una volta uscito dal carcere. A questi si aggiungono gli impegni già presi in precedenza dall'Alto commissario Europeo alla politica estera, che allo stesso modo si è impegnato per garantire ogni tipo di assistenza necessaria all'imprenditore italiano.

La speranza di tutti è che non ci siano ulteriori intoppi e che Roberto Berardi possa far ritorno a casa al più presto per poter così riabbracciare le tante persone che nel corso del tempo hanno dimostrato preoccupazione per la sua sorte ed affetto nei suoi confronti.

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Video | Radio Radicale

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