Caso Orlandi, il fratello: "In Vaticano temono che Emanuela possa essere viva "

Il giudice Renato Priore contro l'archiviazione: "Io avrei continuato ad indagare"

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Pietro Orlandi, fratello di Emanuela, oggi è tornato ad esternare sulla scomparsa di sua sorella e ha puntato il dito contro la Santa Sede. Ecco cosa ha detto alla stampa:

"Il fatto che a 32 anni dalla scomparsa di mia sorella Emanuela ci sia ancora un muro di omertà in Vaticano fa pensare che sia in atto un ricatto nei confronti di chi all'epoca era a conoscenza della vicenda"

Inoltre, lasciando la procura, dove ha preso le carte sulla richiesta di archiviazione per 6 persone sollecitata dai pm, adombra l'idea che sua sorella possa essere ancora viva:

"Abbiamo pochi giorni per presentare opposizione all'archiviazione. Fino a quando non trovo la prova che mia sorella è morta continuerò a cercarla ritenendola viva. In Vaticano molti tremano all'idea che Emanuela possa essere ancora viva e raccontare quello che è successo. Fa comodo a tutti non parlare e chiudere questa vicenda per sempre"

Ricordiamo che il 5 maggio scorso la procura di Roma ha chiesto l’archiviazione dell’inchiesta sulle sparizioni di Emanuela Orlandi (22 giugno 1983) e di Mirella Gregori (7 maggio 1983), al tempo due ragazzine. Gli indagati per il duplice sequestro di persona sono in tutto sei, alcuni dei quali legati alla banda della Magliana.

L’atto, però è stato ratificato dai pm Simona Maisto e Ilaria Calò e non dal procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo, che ha seguito le indagini nell'ultimo decennio e si è detto in dissenso con l’archiviazione.

Intanto, il fotografo Marco Fassoni Accetti, reo confesso, sarà indagato per calunnia e auto-calunnia. Accetti aveva detto di essere stato coinvolto nel rapimento e di aver agito per conto di una fazione "progressista" di ecclesiastici al tempo della Guerra fredda.

Proprio ieri, il fotografo è tornato a parlare sul suo blog del caso Oralndi, insistendo sulla sua presunta partecipazione alla scena clou del sequestro in corso Rinascimento e sulla sua presenza nei mesi successivi a Boston. Città dalla quale partirono quattro missive di rivendicazione di una persona che Accetti dice di conoscere.

Infine ieri, durante la trasmissione i Fatti Vostri, è intervenuto anche Rosario Priore, che istruì l’inchiesta sull’attentato a Papa Giovanni Paolo II. Ai microfoni di Rai Due ha dichiarato:

"Emanuela Orlandi fu fatta sparire per ricattare il pontefice, che aveva una politica molto ferma. Si pensò di rapire una cittadina vaticana per influire sulla volontà politica del Papa. La vicenda di Mirella Gregori, invece, è diversa, uno dei tanti casi di scomparsa"

E sull'archiviazione ha aggiunto:

"Le inchieste a un certo punto si devono chiudere, se non emergono nuove prove. Ma in questo caso avrei continuato a indagare, nel tentativo di trovare qualcuno pronto a confessare. Ho visto che anche in Procura sono emerse due linee diverse"

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