Rifiuti pericolosi e camorra: confisca beni da 5 milioni ai fratelli Roma

Attraverso la manipolazione dei certificati di analisi della spazzatura, i fratelli Roma avrebbero smaltito illecitamente in Campania una grossa quantità di rifiuti speciali pericolosi.

Confisca beni fratelli roma

Beni per complessivi 5 milioni di euro sono stati confiscati oggi dagli agenti della Direzione investigativa antimafia di Napoli a tre fratelli di Trentola Ducenta, nel Casertano, imprenditori nel settore dello smaltimento dei rifiuti.

Si tratta di Generoso, Elio e Raffaele Roma, rispettivamente di 68, 64 e 61 anni, che secondo gli investigatori sarebbero in stretti rapporti con la fazione Bidognetti del clan di camorra dei casalesi. Il provvedimento di confisca riguarda beni mobili, immobili, società e rapporti finanziari intestati o comunque riconducibili ai fratelli Roma, attraverso il ricorso a prestanome.

La confisca ha riguardato in dettaglio la R.F.G. Srl, con sede a Trentola Ducenta, attiva nel settore del compostaggio, la Solar Srl di Napoli, impegnata nell’intermediazione dei servizi connessi alla gestione dei rifiuti, la Marino Srl, con sede a Trentola Ducenta, impegnata nello smaltimento rifiuti, la S.I.S.E.R. SAS di Roma Francesco & C., con sede a Villa Literno (CE), la Prodotti Ittici Argentario Srl, con sede a Trentola Ducenta, attiva nel commercio all’ingrosso di prodotti ittici e la Ma.si. Srl, con sede a Aversa (CE) che si occupa di gestione di trattorie, paninoteche e pub.

Chi sono i fratelli Roma. Secondo gli inquirenti i tre fratelli, sui cui si indaga dal 2012, erano in rapporti di affari con Gaetano Cerci, nipote del boss Francesco Bidognetti, alias Cicciotto 'e mezzanotte, e con Cipriano Chianese, altro imprenditore attivo nel settore dei rifiuti, e pure destinatario di un provvedimento di sequestro.

I tre fratelli, in base alle risultanze d'indagine della DIA, svolgevano il ruolo di intermediari, trasportatori, depositari e smaltitori dei rifiuti conferiti illecitamente nel territorio campano, per conto e nell'interesse del clan dei casalesi: i proventi illeciti di tale attività venivano poi messi a disposizione dell'organizzazione di camorra.

Con l’alterazione o la formazione di falsi certificati di analisi della spazzatura, i Roma sarebbero riusciti a smaltire illecitamente un’impressionante mole di rifiuti speciali pericolosi secondo gli inquirenti.

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