Messina, uccide l'ex fidanzata Stefania Ardì e si toglie la vita

Ancora oscuri i motivi della tragedia. Pochi dubbi, invece, sulla dinamica dei fatti.

Italian police and an ambulance van leav

8 maggio 2015 - Col passare delle ore gli inquirenti hanno chiarito che a spingere Andrea Trigali ad uccidere Stefania Ardì, 21 anni appena, sarebbe stata la fine delle sua relazione con lei, una relazione durata 7 anni, iniziata quindi quando la vittima aveva 14 anni.

La dinamica deve essere ancora chiarita del tutto: sembra che Tringali avesse chiesto un incontro con la giovane ex fidanzata per tentare di riallacciare i rapporti. Di fronte al rifiuto della ragazza, però, il 33enne ha estratto la pistola e l’ha uccisa prima di tornare nella propria auto e di togliersi la vita.

Come accade sempre in questi casi, il sindaco di Roccalumera, Gaetano Argiroffi, ha speso qualche parola per commentare questa immane tragedia:

Sono addolorato per quello che è accaduto, conoscevo molto bene Andrea che era un ragazzo mite e proveniva da un famiglia per bene, deve essere stato un momento di follia. Mi spiace molto per lui e la giovane. Il ragazzo lavorava in un'agenzia di pompe funebri con il cugino. Da quello che mi è stato riferito ha preso la pistola che il padre deteneva regolarmente in un cassetto ed è andato dall'ex fidanzata con l'intento di un incontro chiarificatore.

18.30 - Omicidio-suicidio in un parcheggio di Roccalumera, piccolo comune in provincia di Messina, scoperto oggi pomeriggio quando un passante ha segnalato la presenza di due corpi senza vita all’interno di due diverse automobili parcheggiate poco distanti tra loro.

In un’automobile è stato rinvenuto il cadavere della 21enne Stefania Ardì, uccisa con un colpo di pistola alla tempia. Nell’altra c’era il corpo del suo fidanzato, il 33enne Andrea Tringali, morto nello stesso modo. Sotto al sedile del giovane è stata rinvenuta una pistola, l’arma utilizzata per questo omicidio-suicidio.

Gli inquirenti non hanno dubbi. Se in un primo momento si era ipotizzato un duplice omicidio, il ritrovamento dell’arma ha dato un’altra spiegazione alla dinamica: il 33enne, secondo l’ultima ricostruzione, avrebbe ucciso la giovane fidanzata, poi sarebbe tornato nella propria auto e lì si sarebbe ucciso con la stessa arma.

Il caso è ancora parzialmente avvolto dal mistero. Stando alle prime informazioni, lo scrivono i quotidiani locali, sembra che i due stessero vivendo una relazione travagliata, non vista di buon occhio dalla famiglia della giovanissima, impiegata nella rosticceria dei suoi genitori.

Le indagini proseguono.

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