Sandro Ruotolo sotto scorta per le minacce del boss Zagaria

"O vogli’ squartat’ vivo", ha detto il camorrista al 41 bis. Un servizio sulla Terra dei fuochi all'origine del tutto.

Un servizio sulla Terra dei fuochi andato in onda qualche tempo fa a Servizio Pubblico ha particolarmente innervosito il boss camorrista Michele Zagaria, che dalla sua cella al 41bis ha minacciato esplicitamente il giornalista Sandro Ruotolo: "O vogli’ squartat’ vivo". D'altra parte, si sa, se c'è una cosa che manda su tutte le furie camorristi e mafiosi di vario genere è l'informazione capace di svelare le loro azioni.

In questo caso si tratta di un'inchiesta sulla Terra dei fuochi e del coinvolgimento di Zagaria. Si tratta di temi scottanti, di cui si è occupata anche la giornalista del Mattino Rosaria Capacchione, oggi senatrice Pd, e che vengono così riassunte da Lirio Abbate su L'Espresso:

Zagaria potrebbe essere coinvolto in una possibile trattativa sui rifiuti. Capacchione ha documentato incontri segreti, tra il 2007 e il 2009, tra il potente boss, allora latitante, Michele Zagaria o un suo emissario, uomini dei servizi segreti deviati, e delegati del commissariato. Vertici che sarebbero stati finalizzati a subappalti in cambio del silenzio per la realizzazione di siti di smaltimento. Domande e circostanze ancora senza risposta a cui anche Sandro Ruotolo ha tentato di dare una lettura di questi fatti con un servizio mandato in onda proprio da Servizio Pubblico.

Sono queste inchieste a mandare in crisi Zagaria, che ha reagito nel modo più consono a un camorrista, con delle minacce di morte, registrate dai magistrati della Procura antimafia di Napoli. Non c'era solo Ruotolo, tra i minacciati, ma anche i pm Catello Maresca e Cesare Sirignano. Ragion per cui il prefetto Franco Gabrielli ha subito assicurato a Ruotolo un servizio di scorta svolto dai Carabinieri.

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Foto | Facebook

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