Strage di Denver, processo a John Holmes: scontro legale sul quaderno degli appunti del killer

Si è tenuta ieri nel tribunale della contea di Arapahoe, in Colorado, la nuova udienza del procedimento a carico di James Holmes, il 24enne di Denver autore della strage al Century 16 Movie Theatre che ha provocato la morte di 12 persone. L'udienza è stata incentrata sui rapporti tra il killer e la dottoressa Lynne Fenton, psichiatra che lo aveva in cura e sul fatto che oggi, col giovane al sicuro dietro le sbarre, il segreto medico-paziente possa ancora considerarsi valido.

Tutto ruota intorno ad un quaderno di appunti che Holmes ha inviato alla dottoressa il giorno prima di compiere la strage, il 19 luglio, e che sarebbe stato consegnato dopo nelle ore immediatamente successive al massacro. Il contenuto di quel quaderno, sostiene la psichiatra, è privato e nel rispetto del segreto medico-paziente non può essere ammesso come prova in Tribunale.

L'accusa, invece, sostiene il contrario: Holmes avrebbe incontrato la dottoressa per l'ultima volta l'11 giugno e il segreto medico-paziente dovrebbe valere solo per le comunicazioni avvenute tra i due entro quella data. Secondo questo ragionamento il plico inviato il 19 luglio deve essere ammesso come prova.

Lynne Fenton, però, ha ribattuto in tribunale che, nonostante Holmes sia detenuto in carcere, la relazione terapeutica tra i due non può considerarsi interrotta. Holmes, ipotizza il medico, potrebbe chiedere un suo supporto psicologico in qualunque momento e per questo il segreto medico-paziente non può essere infranto.

Il giudice William Sylvester ha preferito non esprimersi sull'ammissibilità della prova ed ha rimandato la decisione alla prossima udienza, fissata per il 20 settembre. Si è limitato a sottolineare che il rapporto medico-paziente non si è interrotto l'11 luglio, dopo l'ultimo incontro tra i due, ma è continuato almeno fino al 19 luglio, giorno in cui Holmes ha spedito il plico.

Holmes, intanto, si trova in carcere, incriminato per ben 142 capi d'accusa: 12 capi d'imputazione per omicidio premeditato e 12 per omicidio compiuto con "estrema indifferenza per la vita umana". A questi se ne aggiungono 116 per tentato omicidio, sia per aver ferito 58 persone - 11 delle quali sono ancora ricoverate in ospedale in gravi condizioni - nella sparatoria, sia per aver imbottito d'esplosivo il suo appartamento con l'intenzione di compiere una seconda strage.

Via | Los Angeles Times
Foto | ©TMNews

  • shares
  • Mail