Omicidio boss Gaetano Marino a Terracina: 10 i colpi di pistola esplosi

Gaetano Marino è stato ucciso con 10 colpi di pistola che lo hanno raggiunto al torace e alla testa. Lo conferma l’autopsia eseguita sul cadavere del 48enne presunto boss degli Scissionisti freddato a Terracina, davanti a un lido tre giorni fa.

L’omicidio secondo gli inquirenti potrebbe dare il via ad una vera e propria guerra di camorra. Nel quartiere napoletano di Secondigliano - confinante con Scampia, la piazza di spaccio più grande d’Europa - i già fragili equilibri del dopo faida (Di Lauro contro gli Scissionisti Amato-Pagano) sono saltati. E allora cominciano a parlare le armi.

L’omicidio di Marino sarebbe stato messo a punto in un summit di camorra giorni fa, a Napoli, i killer sarebbero partiti da Secondigliano. Probabilmente la vittima sapeva di essere nel mirino e non girava da solo: uno dei suoi guardaspalle, presente al momento dell’esecuzione, è svanito nel nulla.


La polizia lo sta cercando tra Napoli e il litorale pontino, secondo chi indaga il guardaspalle avrebbe tradito il boss. Intanto a Terracina è stata trovata la Fiat Punto utilizzata dai killer di Marino. Scrive la Repubblica Napoli:

Chi ha ucciso (...) un nome simbolo della camorra dell'area nord, Gaetano Marino, viene da Secondigliano. E lo ha fatto - raccontano le prime ricostruzioni del pool antimafia - per scelta strategica e per obiettivo di cassa. Per inviare un segnale: siamo quelli di (via) Vanella Grassi, siamo pronti al salto di qualità, possiamo eliminare un Marino, uno dei soci fondatori del cartello Di Lauro prima, e della frangia degli Scissionisti poi. Poi, per strappare una rendita significativa, rilevante anche geograficamente: è la piazza di spaccio che vale 100150mila euro al giorno, quella delle cosiddette Case Celesti, fin qui governata dalla famiglia Marino, guarda caso la più impenetrabile area del mercato di eroina e cocaina vicina alla storica residenza del rione dei Fiori, ovvero il palazzetto degli sconfitti Di Lauro.

Foto | ©TMNews

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