Nelle mani dei Casalesi gli affitti dei marines

A settembre erano stati sequestrati beni per oltre 10 milioni di euro a prestanome di Giuseppe Setola, la primula rossa dei Casalesi. Adesso si scopre che tra gli immobili, intestati al fratello di Setola, Pasquale, e alla cognata, Giovanna Baldascino, nella zona di Casal di Principe e San Cipriano d’Aversa, diversi erano affittati ai marines americani della base Nato di Gricignano d’Aversa. Pagavano dai 1500 ai 3000 euro al mese: in tre anni, circa 2,5 milioni di euro, un business piuttosto redditizio.

I militari della Compagnia della Guardia di Finanza di Marcianise e gli uomini della Dia ora hanno prelevato documenti e contratti di locazioni dall’Housing Department della base americana, l’ufficio che gestisce la banca dati degli immobili disponibili in varie zona della regione.
Si tratterà di capire chi sarebbero gli intermediari tra l’ufficio dell’Us Navy e i proprietari degli alloggi.

Già a metà ottobre, il comandante in capo delle forze americane in Campania, ammiraglio Mark Fitzgerald, aveva chiesto allo Stato tutela per i propri uomini; e due settimane fa aveva dichiarato inagibili - secondo gli standard statunitensi - le abitazioni prese in fitto all’esterno della base, oltre duecento: l’acqua a Casal di Principe uscirebbe inquinata dai rubinetti. Le analisi eseguite dal «Navy and Marine Corps Public Health Cente» della Virgina, sull’acqua di Casal di Principe, Marcianise, Villa Literno e Arzano avrebbe individuato altissimi livelli di «componenti organiche volatili, bioprodotti presumibilmente derivanti da solventi industriali».

Gli americani che lasciano gli affitti rappresentano una perdita economica ingente per molte famiglie della zona - e i comuni interessati ribattono che l'acqua è potabile - ma se i soldi devono finire alla camorra meglio che i marines abbandonino le case. Intanto, si continua a indagare su chi ha proposto le abitazione dei camorristi: la chiave è tutta là, nel mediatore.

Via | Pupia

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