Tutti parlano di mafia, ma manca una seria volontà di sconfiggerla

Nicola Gratteri

A parlare è il pm Nicola Gratteri, calabrese di nascita che da ben 23 anni lotta in prima linea contro la 'Ndrangheta con più di 120 latitanti arrestati e diversi attentati alla sua vita falliti.

L'interessante intervista, di cui vi proponiamo qualche piccolo estratto, è stata fatta fa Tamara Ferrari per il settimanale Vanity Fair, numero 47. Nella lunga chiacchierata Gratteri ci dai il suo punto di vista su molti argomenti, dalla nuova Commissione parlamentare italiana, "è solo uno speco di denaro", alle pene poco adeguate passando per la carenza di carceri in Italia.

L'intero sistema va modificato, a cominciare dal rito abbreviato per i mafiosi che andrebbe tolto:

Nei procedimenti contro la mafia il rito abbreviato complica tutto. Se su 50 imputati 40 lo scelgono e dieci no, quando si va in udienza per questi ultimi bisogna riesaminare la posizione degli altri 40 già giudicati e risentire tutti i testimoni. Quindi dov'è il risparmio di tempo?



e ancora, parlando di pene più severe dice:

A me capita di arrestare la stessa persona anche cinque, sei volte di seguito per reati gravissimi. Se invece di condannarli ogni volta a cinque anni li tenessimo in galera per trenta, quanto tempo di risparmierebbe. Riapriamo Pianosa, L'Asinara, La Gorgona, Favignana. Sono prigioni chiuse nel '94, ma che possono contenere migliaia di detenuti. Mandiamoci i mafiosi. Così anche i figli, quando vedono che il papà, lo zio, il nonno non escono più, magari capiscono che seguire le loro orme non conviene.

Conclude poi che quasi tutta l'attenzione è rivolta alla Camorra, mentre la 'ndrangheta continua a fare affari indisturbata. Dagli appalti truccati all'usura in tutta Italia, passando per il traffico di droga, che ultimamente parte da da Bogotà, Colombia dove "loro si muovono come se si trovassero sull'Aspromonte" e giunge da noi passando dal Centro Africa "dove per noi è più difficile indagare"

Ecco invece due video tratti dall'intervista resa da Nicola Gratteri a Riccardo Iacona nel 2007 per la trasmissione tv "W l'Italia. Diretta"

Via | Vanity Fair

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