Spese pazze in Lombardia: tre condanne, Renzo Bossi e Nicole Minetti rinviati a giudizio

Un'assoluzione e altri 54 indagati che dovranno affrontare il processo.

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56 ex consiglieri della regione Lombardia sono stati rinviati a giudizio con l'accusa di peculato e truffa per la presunta gestione illecita dei rimborsi regionali. Si tratta delle cosiddette spese pazze, che hanno portato alla condanna di tre ex consiglieri - tra cui l'ex vicepresidente regionale Pd Carlo Spreafico, condannato a due anni - che avevano deciso di farsi giudicare con il rito abbreviato (condanne tra 18 e 24 mesi), tre indagati prosciolti e una sola assoluzione.

Tra i 56 rinviati a giudizio, anche due nomi noti alle cronache politiche come quelli di Renzo Bossi, figlio del Senatur leghista, e di Nicole Minetti. Il processo dovrebbe inviare a luglio 2015. Lo ha deciso il gup del Tribunale di Milano Fabrizio D’Arcangelo.

Agli imputati erano contestati oltre tre milioni di euro in spese poi rimborsate, secondo l'accusa illegittimamente, attraverso i fondi a disposizioni dei gruppi che fanno parte del consiglio regionale. Tra le spese pazze, si era parlato soprattutto di libri, cene a base di ostriche, spese in macelleria fino all’acquisto di munizioni per la caccia.

Secondo l'accusa sostenuta durante le udienze dal pm Filippini "le spese non giustificabili sono da considerarsi peculato, non è ammessa da parte dei consiglieri lombardi l’ignoranza della legge regionale sui rimborsi destinati ai gruppi politici. Qui la politica si fa nei ristoranti, mentre l’attività istituzionale dovrebbe farsi nei luoghi istituzionali".

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