India: ucciso per aver scritto ad una ragazza

Non c'è una morte intelligente. Nè una morte bella che possa in qualche modo consolare chi resta. Ma una cosa è assolutamente inaccettabile: una morte stupida. Una morte evitabile. Quella non si riesce proprio a farla passare in silenzio.

La morte (omicidio) di un ragazzo 15enne fa raccapricciare. Specie se quel ragazzo non si è ubriacato, non ha preso un'auto e non ha fatto una strage. H solo scritto una lettera ad una sua coetanea.

Questo. Una lettera che gli è valsa il linciaggio sulla pubblica piazza da parte della folla. E' accaduto in India, dove Manish Kumar è nato. Apparteneva ad una delle caste (ufficialmente abolite, ma de facto ancora molto presenti) più basse, quella dei "Dalit". Una casta impura, dedita ad attività necessarie ma non certo ben viste (trattamento delle pelli, dei morti..) che non può ambire a qualcosa di meglio.

Così, quando si sono accorti che il 15enne scriveva ad una ragazza di un'altra casta, lo hanno preso, picchiato, rasato e poi gettato sotto un treno incuranti delle urla della madre.

La polizia, secondo il quotidiano "The Times", è rimasta inerte davanti a tale inciviltà.

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