Treviso, omicidio di Aldo Gualtieri: chiesto il rito immediato per la moglie e l'amante

La moglie dell'uomo è stata fermata sera insieme al suo amante, un ragazzo di 27 anni. L'arma del delitto è stata recuperata nella vicinanze del cadavere.

4 novembre 2015 - A pochi mesi dall’arresto di Lucia Lo Gatto e Manuel Palazzo, accusati di aver ucciso il marito di lei, Aldo Gualtieri, dal pm Serena Chimichi di Treviso è arrivata la richiesta di processo con rito immediato per i due amanti, rinchiusi rispettivamente nel carcere di Venezia e di Treviso.

Sulla base degli elementi raccolti a loro carico, il pm ha chiesto di bypassare l’udienza preliminare e di andare direttamente a processo. La parola spetta ora al gip e ai legali dei due indagati, che potranno avanzare richiesta di rito alternativo, a cominciare dal rito abbreviato che darebbe loro in caso di condanna lo sconto di un terzo della pena.

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Treviso, Aldo Gualtieri ucciso a Possagno: la moglie e l'amante fanno scena muta

26 aprile 2015 - Scena muta per Lucia Lo Gatto e Manuel Palazzo, i due amanti accusati dell’omicidio del marito della donna, Aldo Gualtieri, ucciso domenica scorsa a Possagno. I due, finiti in manette nella notte tra giovedì e venerdì, sono arrivati questa mattina in tribunale a Treviso per l’udienza di convalida del fermo.

Lo Gatto e Palazzo si sono avvalsi della facoltà di non rispondere e si sono visti rimandare in carcere. Il giudice Silvio Maras ha confermato il fermo, ma si è riservato di stabilire la misura cautelare. La decisione dovrebbe avvenire entro 5 giorni.

Intanto l’avvocato Fabio Crea, difensore di Manuel Palazzo, ha precisato:

Si può discutere di occultamento di cadavere, ma la loro responsabilità nell'omicidio è tutta da dimostrare.

Treviso, uomo ucciso a Possagno: fermati la moglie e l'amante

17.00 - Aldo Gualtieri, secondo quanto emerso nelle ultime ore, sarebbe stato ucciso nella giornata di domenica, forse non nel luogo in cui è stato rinvenuto ieri. Quello che è certo, però, è che il suo corpo è stato dato alle fiamme lì dove due cacciatori lo hanno scoperto, lungo la strada sterrata dietro alla Gipsoteca del Canova a Possagno.

Il fermo dei due presunti responsabili, la 41enne Lucia Lo Gatto, moglie della vittima, e il suo giovane amante, il 27enne Manuel Palazzo, è scattato ieri sera, come dicevamo in mattinata, dopo il racconto fatto agli inquirenti dal meccanico che domenica sera li aveva aiutati con un guasto dell’auto. L’uomo, chiamato dai due per far ripartire l’automobile, ha raccontato di aver notato del fumo fuoriuscire da un ammasso di pietre e di aver pensato che i due avessero improvvisato una grigliata all’aperto.

13.30 - Col passare delle ore i contorni dell’omicidio di Possagno sono sempre più chiari. Le due persone fermate nella notte sarebbero la moglie della vittima e il suo amante, uniti nel commettere questo delitto e potersi così amare senza impedimenti.

L’esatta dinamica è ancora da chiarire, ma l’ipotesi più probabile è che i due abbiano teso un agguato a l’uomo e si siano disfatti del cadavere con la speranza che non venisse scoperto.

10.00 - Barbaro omicidio a Possagno, comune di duemila abitanti in provincia di Treviso, scoperto nel pomeriggio di ieri dopo una chiamata anonima alle autorità locali che segnalava la presenza di un cadavere carbonizzato in un bosco alle porte del paese.

Il corpo è stato rinvenuto sotto un cumulo di rocce: aveva il cranio fracassato, le braccia spezzate e segni evidenti di coltellate al petto. Nessun dubbio che l’uomo, non ancora identificato, sia stato ucciso. Il delitto risalirebbe alla settimana scorsa, forse alla notte di sabato.

Le indagini, almeno per ora, non si sarebbero dimostrate troppo complesse. Grazie alle testimonianze raccolte nelle ore immediatamente successive alla scoperta del cadavere, gli inquirenti hanno già fermato due persone sospettate di un coinvolgimento nel delitto.

Si tratta di un ragazzo e di una ragazza che, verso l’ora di pranzo di domenica scorsa, sarebbero rimasti in panne con l’auto non lontano dal luogo del delitto. E’ stata la testimonianza del meccanico che li ha aiutati a mettere gli inquirenti sulle loro tracce: l’uomo ha raccontato che i due erano molto nervosi e avevano gran fretta di andarsene da lì.

I due, subito identificati, sono stati portati in caserma e interrogati a lungo. Al momento non avrebbero fatto alcuna ammissione e non è ancora chiaro se gli elementi raccolti dagli inquirenti sulla scena del crimine li abbiano collocati lì mentre l’uomo veniva ucciso.

I rilievi degli uomini della scientifica sono ancora in corso, così come sono in corso le procedure di identificazione della vittima. Un coltello, quasi certamente l’arma del delitto, è stato recuperato nelle vicinanze del cadavere ed è attualmente in fase di analisi.

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