Giovanni Lo Porto ucciso da un drone americano, il fratello: "Vogliamo i suoi resti"

Gli ultimi aggiornamenti dopo l'annuncio degli Usa sull'uccisione di Giovanni Lo Porto nel corso di un raid

25 aprile 2015, ore 16:47 - Giuseppe Lo Porto, uno dei fratelli di Giovanni, il cooperante rimasto ucciso in un raid americano a gennaio al confine tra Pakistan e Afghanistan, ha rilasciato all'Ansa una dichiarazione molto forte, chiedendo la restituzione dei resti del fratello:

"Sono passati tre mesi dal raid americano, non so come sarà il corpo di mio fratello, se esista ancora. Qualsiasi cosa sia rimasta, anche un occhio, noi ne chiediamo la restituzione. Penso che il governo prenderà come missione quella di riportare il corpo di mio fratello. Lo Stato con noi è stato sempre presente".

Nel corso dell'intervista Giuseppe Lo Porto racconta anche ulteriori piccoli dettagli della prigionia del fratello.

"Vogliamo la verità su quello che è successo. Qualcuno dovrà darci delle spiegazioni. Gli Usa hanno sbagliato ma non se ne possono uscire con delle scuse. Vogliamo conoscere la verità e sapere cosa è successo veramente. [...] Non sappiamo cosa sia successo laggiù. Gli Stati Uniti forse hanno aspettato una conferma per dare la notizia e poi l'hanno divulgata. Qualcosa sarà andato male, di certo se Obama, il presidente della potenza mondiale per eccellenza, ha chiesto scusa, qualcosa sarà andato storto. Se gli Stati Uniti non attaccavano, mio fratello non sarebbe morto. Non sono stati i talebani ad ucciderlo ma gli americani altrimenti Obama non avrebbe chiesto scusa. [...]
A ottobre del 2014 ci è stato mostrato un filmato, un video dove c'era mio fratello Giovanni tenuto in ostaggio, dalle immagini sembrava stesse bene, non era denutrito. [...] sembrava stesse bene pensavano di poterlo rivedere presto. Avevamo una speranza...".

Giuseppe Lo Porto ha poi voluto togliersi qualche sassolino dalle scarpe, in particolare dopo la desolante immagine dell'Aula della Camera vuota durante l'informativa del ministro Gentiloni:

"Credo sia vero che Renzi non sapesse nulla, anzi ne sono convinto... poi la verità la conoscono loro. Renzi ci ha chiamato, ci ha fatto le condoglianze, così come i presidenti di Camera e Senato, Boldrini e Grasso. [...]
Al di là del fatto che sono il fratello di Giovanni, da cittadino italiano posso solo dire che è stato vergognoso assistere a un'aula del parlamento semivuota, con appena 40 persone che litigavano tra loro. Mi vergogno di essere italiano. Le polemiche le fanno tra loro solo per questioni di potere. In tv litigano, alla Camera litigano, dovrebbero dare l'esempio. All'estero che immagine diamo di questo Paese? Facciamo ridere"

13.10 - L'informativa del ministro Gentiloni sull'uccisione di Giovanni Lo Porto non ha trovato l'attenzione dei deputati: l'aula di Montecitorio era quasi vuota, come testimoniato dalle foto dei (pochi) presenti, come Daniele Capezzone.

Tra le repliche al ministro, la più forte è stata quella di Angelo Tofalo, del Movimento 5 Stelle, che ha accusato Gentiloni di averlo "ucciso per la seconda volta". Ecco il video del suo intervento.

10.20 - Gentiloni conferma il massimo impegno sui casi di Paolo Dall'Oglio e Ignazio Scaravilli. Su Lo Porto: "Abbiamo chiesto al governo pakistano una task force per far luce sul rapimento. L'ultima evidenza su Giovanni in vita risale allo scorso autunno. La Farnesina in questi anni ha mantenuto costante contatto con la famiglia. L'Italia troverà il modo di onorare la memoria di Giovanni, lavoreremo per acquisire tutte le informazioni possibili sul tragico errore riconosciuto dal presidente Obama. I tragici errori e le colpe riconosciute dal presidente Usa non incrinano la determinazione del governo sulla lotta contro il terrorismo, assieme ai nostri alleati".

10.17 - Gentiloni: "Il Governo Usa riteneva che non ci fossero informazioni sulla possibile presenza di ostaggi nel luogo bombardato".

10.15 - Gentiloni: "Giovanni era in Pakistan con un cooperante tedesco poi liberato il 10 ottobre 2014. Obama ha informato Renzi nella tarda serata del 22 aprile che il cooperante americano Warren Weinstein e Giovanni Lo Porto avevano perso la vita a causa di un bombardamento tramite droni. La comunicazione è arrivata non appena sono state condotte verifiche da parte Usa, verifiche durate tre mesi per le particolari condizioni: era un'area che non consentiva un facile accesso per identificare le persone rimaste colpite. Il Governo italiano prende atto dell'impegno alla massima trasparenza assunto ieri dal presidente Obama". Gentiloni spiega che la Farnesina ha avvertito la famiglia ieri, prima delle comunicazioni ufficiali.

10.12 - Gentiloni: "Giovanni era un volontario generoso ed esperto, ha vissuto dedicandosi ad altri in maniera concreta. In Pakistan aveva lavorato anche per Ong italiane, per portare solidarietà e assistenza ai più deboli, con convinzioni e consapevolezza".

10.10 - L'informativa del Governo è stata anticipata da un minuto di silenzio chiesto dal presidente della Camera Boldrini, che ha ricordato l'impegno dell'uomo ucciso nel corso di un raid Usa.

24 aprile 2015, 9:55 - Tra qualche minuto il ministro degli esteri Paolo Gentiloni riferirà alla Camera sull'uccisione di Giovanni Lo Porto. In alto la diretta streaming.

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Giovanni Lo Porto ucciso da un drone americano, le scuse di Obama


23 aprile 2015

21:41 - Il Presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Renzi, in conferenza stampa dopo il Consiglio Europeo a Bruxelles, ha risposto alle domande dei giornalisti sulla morte di Giovanni Lo Porto e ha confermato che domani il ministro degli Esteri riferirà alla Camera e che il sottosegretario Minniti riferirà al Copasir martedì prossimo. Renzi ha ovviamente fatto le condoglianze alla famiglia e ha spiegato che ha gestito la notizia, una volta appresa, con l'unità di crisi della Farnesina.

I giornalisti hanno chiesto al Premier quando è venuto a conoscenza della notizia e Renzi ha risposto

"Nel momento in cui si svolge un ruolo di guida di un governo importante come quello italiano è normale avere voci, notizie, smentite sugli sviluppi di certe questioni. Noi siamo stati ufficialmente informati che Lo Porto era in quel compound ieri. Tutto il resto riguarda una lunga storia su cui l'intelligence americana e italiana hanno sempre lavorato insieme. Si è capito solo in un secondo momento che oltre ai terroristi di Al Quaeda erano state colpite altre persone e solo ieri si è avuta la certezza sull'identità delle vittime"

19:52 - Il portavoce della Casa Bianca Josh Earnest ha riferito che gli Stati Uniti risarciranno le famiglie delle due vittime, Warren Weinstein e Giovanni Lo Porto. Intanto il Presidente Barack Obama ha dato ordine di rivedere i protocolli che vengono seguiti per le operazioni che prevedono bombardamenti con droni per valutare l'eventuale necessità di cambiamenti.

19:08 - Il miniato degli Esteri Paolo Gentiloni riferirà alle Camere domani, alle ore 10, sulla morte di Giovanni Lo Porto. Il titolare della Farnesina per ora ha detto:

"Giovanni Lo Porto è morto per un tragico errore dei nostri alleati americani, riconosciuto dal presidente Obama. La responsabilità della sua morte e della morte di Warren Weinstein è integralmente dei terroristi, contro i quali confermiamo l'impegno dell'Italia con i nostri alleati"

18:55 - Martedì 28 aprile alle ore 11 il sottosegretario con delega all'Intelligence Minniti riferirà al Copasir sul caso di Giovanni Lo Porto. L'audienza è stata chiesta all'unanimità dallo stesso Copasir.
Intanto le opposizioni del governo Renzi, Sel, FI e M5S, chiedono che l'esecutivo riferisca alla Camera sulla morte del cooperante rapito da Al Qaeda. Anche il Pd, di fatto, ritiene necessario che il governo si esprima e sembra che ce ne sia la disponibilità.

In particolare, il capogruppo alla Camera di Forza Italia Renato Brunetta ha protestato perché la notizia è stata riferita dalla Casa Bianca dopo mesi dalla morte di Lo Porto.
Il M5S chiede che "il Copasir si riunisca subito e convochi l'autorità delegata", ossia il sottosegretario Minniti che dovrebbe invece riferire martedì.

17:30 - Come è possibile che la morte di Giovanni Lo Porto venga comunicata dopo ben 3 mesi senza che nessuno ne sapesse nulla? Questa è, in buona sostanza, la domanda che in molti si stanno ponendo di fronte alla straziante notizia della morte del cooperante italiano durante un bombardamento di droni al confine tra Afghanistan e Pakistan.

Come ha spiegato Obama nel corso della conferenza stampa, e come è noto agli addetti ai lavori, nel gennaio scorso l'aviazione americana aveva intensificato le operazioni droni contro alcune postazioni di al-Qaeda al confine tra Afghanistan e Pakistan (qui il report delle operazioni): nei giorni precedenti la morte di Lo Porto la CIA, che supervisionava le operazioni dei droni (aerei, ad uso bellico in questo caso, pilotati in remoto), aveva intensificato le operazioni nella zona.

Secondo la Casa Bianca in quel periodo non si era in possesso di alcuna informazione sulla presenza di ostaggi nella zona delle operazioni, come non sapevano ci fossero due soggetti importanti, Ahmed Farouq e Adam Gadahn, cittadini americani legati ai quaedisti, che infatti non erano gli obiettivi principali delle operazioni.

La decisione di togliere il segreto dall'operazione è stata presa dal Presidente Obama in persona, che ha voluto esplicitamente assumersi la responsabilità per quanto accaduto. La stessa CIA impiega spesso anche settimane per venire a conoscenza degli effetti dei bombardamenti effettuati con i droni: nel caso specifico l'intelligence americana avrebbe cominciato a raccogliere i dati su quel bombardamento i primi di febbraio.

A fronte di questo racconto fornito dall'amministrazione americana, ufficiale e certamente verosimile, la domanda forse più interessante da porsi è perché al-Qaeda non abbia mai annunciato la morte dei due ostaggi e dei suoi militanti, lasciando l'onere di fatto all'amministrazione Obama (dopo mesi dai fatti).

16:39 - Il governo italiano, con un comunicato stampa pubblicato sul sito internet di Palazzo Chigi, ha espresso il suo cordoglio alla famiglia LoPorto per la morte del cooperante 40 enne, avvenuta a gennaio in seguito ad un bombardamento di un drone americano al confine tra Afghanistan e Pakistan:

"“L’Italia porge le più sentite condoglianze alla famiglia di Giovanni Lo Porto”. È quanto dichiara il presidente del Consiglio, Matteo Renzi.

“Esprimo profondo dolore – aggiunge il premier – per la morte di un italiano, che ha dedicato la sua vita al servizio degli altri. Le mie condoglianze vanno anche alla famiglia di Warren Weinstein”.

Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, aveva personalmente informato ieri il Presidente del Consiglio.

L’Unità di crisi ha immediatamente preso contatto con la famiglia Lo Porto per comunicare la triste notizia."

16:19 - Nel corso di una conferenza stampa alla Casa Bianca il Presidente Barack Obama si è assunto la responsabilità di quanto accaduto:

"Ho parlato con Renzi e non posso nemmeno immaginare la rabbia delle famiglie coinvolte. Il nostro cuore è spezzato per quanto accaduto. Mi prendo tutta la responsabilità per queste operazioni, inclusa quella che ha provocato la morte di Lo Porto. Nel momento in cui verificheremo quanto accaduto, renderemo pubblici tutti i dettagli dell'operazione perché le famiglie hanno il diritto di sapere. Ovviamente alcuni dettagli resteranno segreti, ma cercheremo di fare quanta più chiarezza è possibile e di essere trasparenti.
Non sapevamo che Al Qaeda stava nascondendo anche Lo Porto nello stesso compound in cui si trovavano alcuni loro capi.
Faremo il possibile affinché eventi di questo genere non si verifichino più. Siamo vicini alle famiglie e agli amici delle due vittime. Ora continueremo a lavorare con i corpi di pace e porteremo avanti lo sviluppo di questo Paese"

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23 aprile 2015, 15:53 - Secondo quanto riferisce il Wall Street Journal, che cita la Casa Bianca, il cooperante Giovanni Lo Porto sarebbe morto in seguito ad un bombardamento di un drone americano al confine tra Pakistan ed Afghanistan, bombardamento avvenuto nel gennaio scorso.

Di Lo Porto non si avevano notizie da 3 anni: era scomparso nel gennaio del 2012 mentre si trovava in un’area tribale al confine tra Pakistan e Afghanistan, dove si trovava per conto della ong Welt Hunger Hilfe (Aiuto alla fame nel mondo) e si occupava della costruzione di alloggi di emergenza nel sud del Punjab.

L'ufficio stampa della Casa Bianca spiega i fatti sono occorsi lo scorso gennaio in una zona di confine tra Afghanistan e Pakistan: nel corso dell'operazione militare antiterrorismo contro alcuni miliziani di al-Qaeda sono rimasti uccisi l'ostaggio americano Warren Weinstein, un medico rapito nel 2011 dai quaedisti, e il cooperante italiano Giovanni Lo Porto.

L'operazione militare, svoltasi con un bombardamento attuato da un drone, mirava ad compound di quaedisti dove l'intelligence americana non aveva ragioni di pensare fossero detenuti degli ostaggi, scrive l'ufficio stampa della Casa Bianca, che riporta il proprio profondo rammarico per le vittime non quaediste. Nello stesso bombardamento sarebbe rimasti uccisi anche Farouq Ahmed, un cittadino americano divenuto un importante leader di una brigata quaedista, e Adam Gadahn, un miliziano islamista di cittadinanza statunitense.

Il risultato dell'operazione militare è stato declassificato su ordine espresso del Presidente Barack Obama, che "ritiene importante fornire al popolo americano quante più informazioni possibili sulle nostre operazioni antiterrosismo" ed ha espresso il proprio cordoglio per le vittime civili di quel bombardamento attribuendosi ogni responsabilità delle operazioni.

(in aggiornamento)

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