Palermo, traffico di migranti: 24 arresti. "Un milione di persone pronte a partire"

Sgominata un'organizzazione transnazionale dedita al favoreggiamento dell' immigrazione e della permanenza illegale

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14:50 - Nel corso di una conferenza stampa sull'indagine da cui è emersa una rete transnazionale di scafisti, il procuratore di Palermo Maurizio Scalia ha dipinto uno scenario decisamente preoccupante sui migranti in attesa di imbarco sulle coste libiche:

"Dai dati in nostro possesso, sulle coste libiche, ci sarebbe circa un milione di migranti pronti a partire per l'Europa. C'è un traffico inarrestabile di uomini"

Sul merito dell'indagine condotta e portata a termine questa mattina con l'arresto della banda di trafficanti di uomini, Scalia ha spiegato che l'organizzazione si garantisce guadagni stratosferici grazie al commercio di esseri umani non solo tra Libia ed Italia, ma anche all'interno della stessa Libia. I migranti, nel quadro dipinto dal procuratore palermitano, sono merce di scambio e denaro sonante per i propri aguzzini:

"La banda pretende quattro tipi diversi di pagamento: uno per la traversata del deserto, parliamo di cinque mila dollari. Dalla Libia, poi, per il viaggio in mare, ciascun migrante deve pagare circa 1.500 dollari e, una volta giunto in Italia, e lasciati i centri di accoglienza dopo le operazioni di identificazione, gli extracomunitari sborsano tra i 200 e i 400 euro per il soggiorno clandestino. Infine, per raggiungere il Nord Europa e ricongiungersi ai familiari servono altri 1.500 euro"

20 aprile 2015, ore 9:52 - Il giorno dopo l'ultima ecatombe del mare, con la strage di migranti più grave mai accaduta, la polizia di Palermo ha arrestato 24 presunti trafficanti di uomini. In manette sono finiti eritrei, etiopi, ivoriani e ghanesi che avrebbero favorito l'immigrazione illegale di migliaia di connazionali nel nostro paese e in altri Stati Ue.

Oggi, dopo le indagini coordinate dalla Dda di Palermo, è scattato il blitz. Gli arrestati ora dovranno rispondere dell'accusa di far parte di una associazione criminale transnazionale a delinquere dedita al favoreggiamento dell'immigrazione e della permanenza clandestina.

Tra gli indagati due soggetti ben noti alle forze dell'ordine: Ermias Ghermay, cittadino etiope, e Medhane Yehdego Redae, di origine eritrea, che per gli inquirenti sono due boss del traffico di migranti sulla tristemente nota "rotta libica". Il business degli immigrati scoperto dalla polizia movimentava denaro per centinaia di migliaia di euro.

Ghermaym, ricercato in ambito internazionale, è latitante dal luglio 2014, dopo il naufragio avvenuto del 3 ottobre 2013 davanti alle coste di Lampedusa, in cui morirono almeno 366 migranti. L'uomo è considerato il responsabile di quella tragedia.

L'organizzazione criminale sgominata con gli arresti di oggi poteva contare secondo gli investigatori su una cellula di eritrei che vivono nelle province di Palermo, Agrigento, Catania e Milano e che, dietro cospicue somme di denaro, si occupava della gestione delle fughe dei migranti dai centri di accoglienza, dando supporto logistico per rimanere illegalmente in Italia o trasferirsi in Norvegia, Germania e Svezia.

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