Rovigo: resti umani nel Po, ipotesi serial killer

Uno o due i corpi fatti a pezzi e ritrovati nel Delta del Po? Si attende il test del Dna. La procura di Rovigo ha aperto due fascicoli d'inchiesta.

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Spunta l'ipotesi serial killer dopo il ritrovamento di tre resti umani in quattro mesi nelle acque del delta del Po, nel rodigino. Gli inquirenti della procura di Rovigo indagano, con due fascicoli aperti, per omicidio volontario.

Lunedì scorso l'ultima macabra scoperta: un operaio impegnato in alcuni lavori di drenaggio nel canale del Po di Levante, vicino a Loreo, ha trovato un vecchio furgoncino Fiat Scudo, rubato 3 anni fa. Nel vano motore del mezzo c'erano frammenti ossei di un bacino, appartenenti a una prima analisi a una donna robusta o a un uomo minuto.

I resti umani potrebbero essere stati trasportati dalla corrente per poi incagliarsi nel motore del furgone, anche se dei vestiti da donna ritrovati nel veicolo non aiutano a sciogliere il giallo. Ora si attendono i risultati dell'esame del Dna per trovare l'eventuale collegamento tra quei vestiti e i resti umani rinvenuti nel furgone.

Gli esami saranno condotti dai medici legali dell’ospedale di Adria, innanzitutto c'è da capire se i resti appartengano a un uomo o a una donna. Gli investigatori comunque hanno stabilito che il era furgone era nel fondale da molto tempo prima rispetto alle ossa.

A dicembre e a febbraio scorsi nelle acque del Delta, vicino a Porto Tolle, erano stati ritrovati le ossa delle gambe di una ragazza sui 25 anni che secondo gli esami medico-legali sono state staccate dal bacino con una lama, in questo caso che si tratta di morte violenta non ci sarebbero davvero dubbi anche se per ora sia in Polesine, sia in Italia ed Europa non sono state segnalate donne scomparse compatibili con i ritrovamenti.

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