Nessuna perizia psichiatrica per il padre di Hina Saleem

Non ci sarà perizia psichiatrica per il padre di Hina Saleem, la giovane pakistana uccisa l’11 agosto 2006 a Sarezzo. Le quattro richieste dell’avvocato Paola Savio, nuovo legale di Mohammed Saleem, sono tutte state respinte da parte della Corte d’Appello di Brescia.

«La perizia è da concepire come un approfondimento che può dare conto delle motivazioni che hanno portato al gesto. Quella che per il Gup è una punizione decisa dal padre musulmano, potrebbe essere stato un gesto di disperazione. Quello di un padre che non riusciva a recuperare la figlia».

Queste le parole dell'avvocato difensore. Mi paiono assurde.

Loredana Gemelli, legale di parte civile per Giuseppe Tempini, il fidanzato di Hina, ribatte: "Ha sempre detto che Hina era una cattiva musulmana, e adesso viene a dirci che lui è pazzo". E il resto della famiglia? Tutti pazzi? Anche i due cognati di Hina, Mahmood Khalid, Mahmood Zahid, sono stati condannati in primo grado a 30 anni di carcere (omicidio volontario aggravato dalla premeditazione e dai motivi abbietti e futili), senza scordarci dello zio della vittima, Muhammad Tariq (soppressione di cadavere), condannato in primo grado a 2 anni e 8 mesi.

L’accusa, il pg Aldo Celentano, ha chiesto la conferma delle condanne di primo grado. Un verdetto più clemente non lo voglio neanche immaginare.

Via | Il giorno

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