Sentenza a favore di un autista Uber a Torino, i tassisti di nuovo in piazza

Il giudice di pace da ragione ad un driver di Uber, la sentenza scatena la rabbia dei tassisti nel capoluogo piemontese.

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Prima sentenza a favore di un "driver" Uber a Torino. Il giudice di pace ha accolto in toto il ricorso di Patrizia Positano. Lo scorso 6 dicembre la donna era stata fermata dai vigili urbani mentre svolgeva la sua attività di autista, le era stato sequestrato il veicolo e sospesa la patente. Chi offre un passaggio attraverso UberPop, il servizio che permette a chiunque di registrarsi e guadagnare usando la propria vettura, non può essere considerato un tassista abusivo. Questo perché il funzionamento del servizio è totalmente diverso da quello offerto dai Taxi. Non viene violato l'articolo 86 del codice della strada e non possono essere applicate le sanzioni previste: sanzione pecuniaria da 1.761 a 7.045 e sospensione della patente da 4 a 12, con il rischio della revoca in caso di reiterazione della violazione.

Questa sentenza però rappresenta un piccolo successo per la società californiana, che in genere sovvenziona le azioni legali dei suoi driver. I tassisti sono sul piede di guerra, a Torino negli ultimi mesi erano già scesi in piazza più volte, l'ultima lunedì scorso. Il problema è che sarà difficile considerare abusivi i driver di Uber finché non viene modificato il codice della strada. L'articolo 86 non si può applicare, lo stesso discorso potrebbe essere valido per l'82, che regola la destinazione d'uso dei veicoli, e per il 116, che riguarda l'abilitazione professionale. L'unico a cui ci si potrebbe appellare è l'articolo 85, quello che regola il noleggio d'auto con conducente, ma le sanzioni sono meno pesanti.

La sentenza di oggi ha subito portato in piazza i tassisti a Torino, con le loro auto hanno formato un presidio a Piazza Castello. Ha parlato il loro rappresentante, Valter Drovetto, che ha confermato che la categoria continuerà nella sua battaglia affinché Uber venga considerato "il concorrente sleale che è". Il Comune di Torino non dovrà comunque risarcire la Positano che aveva anche chiesto i danni per la sospensione della patente e per il sequestro dell'auto, questo perché in una prima udienza alla donna erano stati restituiti in via provvisoria, oltre alla patente, anche la carta di circolazione e il veicolo.

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