Pordenone, uccide la moglie e la figlia di 7 anni: arrestato Abdelahdi Lahmar

L’uomo ha chiamato i soccorsi subito dopo il duplice omicidio e si è lasciato arrestare senza opporre resistenza.

16.10 - Anche il duplice omicidio di questa notte, come tanti altri femminicidi di cui vi diamo tristemente conto giorno dopo giorno, poteva essere evitato.

Un delitto annunciato, insomma, non soltanto da continue e costanti liti in famiglia, ma anche da quelle minacce di morte pronunciate da Abdelhadi Lahmar in più di un’occasione. L’uomo, 40enne disoccupato, era appena tornato da un viaggio in Marocco e proprio in questo periodo di separazione la giovane consorte, Touria Errebaibi, aveva deciso di andarsene e lasciarlo.

Sono state le amiche della 30enne, ne dà conto oggi Il Gazzettino, a raccontare agli inquirenti di quanto Lahmar fosse violento e di come avesse già minacciato la giovane moglie:

Prima di rientrare dal Marocco le aveva telefonato dicendo che l'avrebbe uccisa: lui chiedeva di spedire soldi in continuazioni - racconta un'amica - ma lei si era rifiutata.

Lunedì si era anche recata dai carabinieri perchè temeva che il marito avrebbe portato la figlia in Marocco:

Ci ha detto di volersi separare perché litigava col marito che talvolta diventava violento. Non voleva presentare denuncia, ma era in cerca di un consiglio, temeva che il consorte potesse portare la bambina in Marocco.

I carabinieri, a quel punto, hanno convocato Lahmar in caserma:

Abbiamo chiesto al marito di passare da noi ci è sembrato tranquillo. Ha rassicurato sulla volontà di restare in Italia e si era detto persuaso che fossero incomprensioni momentanee, confermate dal fatto che la moglie non l'aveva nemmeno denunciato.

Lahmar era tornato in Italia da circa una settimana quando, ieri, si è recato a scuola per prendere sua figlia. La moglie, dicono le amiche, aveva approfittato di quella breve assenza per recarsi in banca e prelevare tutti i risparmi, decisa ad andarsene insieme alla figlia una volta per tutte dopo anni di violenze che erano state denunciate anche all'associazione Voce Donna di Pordenone già dal 2010.

Ieri notte, però, il tragico epilogo.

duplice omicidio pordenone

10.00 - Massacro in famiglia a Pordenone, compiuto questa notte dal 40enne Abdelahdi Lahmar, disoccupato originario del Marocco. Erano da poco passate le 3 del mattino quando l’uomo, secondo quanto ricostruito, ha ucciso la moglie Touria Errebaibi e la figlia di appena 7 anni.

E’ accaduto tutto in pochi istanti nell’abitazione della famiglia in via San Vito. Lahmar, per motivi ancora da chiarire, ha preso un’accetta e si è avventato sulla consorte, anche lei originaria del Marocco, e l’ha uccisa con una decina di fendenti. Poi si è recato nella cameretta della figlia e l’ha sgozzata con un coltello da cucina.

Subito dopo l’omicida si è recato in salotto e ha chiamato il 118, raccontando quanto aveva appena commesso. Lì ha atteso l’arrivo delle forze dell’ordine e si è lasciato arrestare senza opporre resistenza.

E’ stato proprio lui, interrogato per tutta la notte dal pubblico ministero Federico Facchin, ad illustrare nel dettaglio la dinamica degli eventi, non riuscendo però a spiegare cosa abbia provocato questo atroce gesto.

Sono stati i vicini di casa e amici di Touria Errebaibi a raccontare agli agenti del comportamento violento che l’uomo aveva in famiglia e a rivelare come il 40enne avesse più volte minacciato la consorte.

(in aggiornamento)

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