Tribunale di Napoli: Gli avvocati sfondano l'ingresso. Quattro agenti feriti

I nuovi dispositivi di controllo per i Tribunali, stabiliti dopo la strage di Milano, stanno creando code interminabili. A Napoli siamo giunti al secondo giorno di caos, tanto è vero che è scattata una vera e propria rivolta per forzare le misure di sicurezza.

I primi avvocati partenopei, pur di arrivare in tempo per le udienze, si sono presentati all'ingresso alle 6 del mattino, ma a molti la previdenza non è servita. Il tempo di attesa nelle file è di circa tre ore, anche perché è attivo un solo metal dector. Inoltre il ritmo dei controlli, per forza di cose, non può essere così serrato: i vigilantes devono vagliare ogni singolo ingresso. In questo modo, la tensione inevitabilmente è salita.

Al grido di "Dobbiamo lavorare", la coda degli avvocati ha incominciato a premere contro una porta a vetri, situata dal lato di Via Grimaldi. Così sono partite urla e spintoni, fino a quando la vetrata è stata frantumata. A questo punto, per bloccare il tentativo di aggirare i controlli, sono intervenuti i carabinieri, gli agenti della polizia penitenziaria e municipale.

Quattro poliziotti alla fine hanno riportato ferite provocate dai frammenti di vetro e sono stati medicati in ospedale. Secondo quanto affermato da Repubblica, i referti indicano tagli e contusioni. Anche un avvocato è finito in ospedale perché è svenuto fra la folla.

Le prime indiscrezioni dicono che due legali sono stati identificati dalla polizia penitenziaria e verranno probabilmente denunciati per lo sfondamento della porta a vetri.

Il capillare controllo di tablet, cellulari e borse, a fronte di molti visitatori e di un limitato numero di di metal dector, ha scatenato un malessere diffuso in tutta Italia. Anche in altre città, infatti, non sono mancate le proteste. A Bologna, il sindacato degli avvocati ha chiesto una corsia preferenziale per gli operatori del diritto.

Di adeguamento delle misure di controllo nei Tribunali si parlerà giovedì prossimo al ministero della Giustizia. In molti si aspettano investimenti e, contestualmente, un alleggerimento delle misure vigenti, che si stanno dimostrando un intralcio più che una garanzia per la sicurezza.

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