Corte di Strasburgo: "Contrada non andava condannato. Il Reato non era chiaro"

Ora lo Stato dovrà risarcire l'ex 007 con 10mila euro per danni morali

La Corte europea dei diritti umani ha stabilito che Bruno Contrada non doveva essere condannato per concorso esterno in associazione mafiosa. Per l'organo giurisdizionale, con sede a Strasburgo, all'epoca dei fatti (1979-1988) il reato "non era sufficientemente chiaro". E in conseguenza del dispositivo emesso, lo Stato Italiano dovrà versare all'ex numero due del Sisde 10 mila euro per danni morali.

Ricordiamo che, già nel 2014, la Corte aveva richiamato il nostro paese per la detenzione di Contrada. Per i giudici, tra il 2007 e il 2008, le sue condizioni di salute erano incompatibili con il regime carcerario. Oggi, infine, è arrivata la condanna per l'Italia per aver violato l'articolo 7 della Convenzione europea per i diritti umani. In sostanza, si sarebbe applicata una pena ai danni dell'imputato in maniera retroattiva.

Bruno Contrada (classe 1931) è un ex agente dei servizi segreti. E' stato arrestato nel 1992 e successivamente condannato. Il suo nome è stato associato alla strage di via D'Amelio, in cui ha perso la vita il magistrato Paolo Borsellino che stava indagando sui rapporti tra Stato e mafia.

Al momento dell'arresto era accusato di concorso esterno in associazione mafiosa. L'ipotesi di reato si basva sulle dichiarazioni di alcuni "illustri" collaboratori di giustizia: Gaspare Mutolo, Tommaso Buscetta, Giuseppe Marchese. La condanna definitiva è giunta nel 2007 da parte della Corte di Cassazione, dopo un iter giudiziario molto lungo. La pena statuita è stata quella di 10 anni di carcere e il pagamento delle spese processuali.

Contrada ha sempre negato qualsiasi responsabilità. A tale riguardo, ancora lo scorso anno, ci ha tenuto a ribadire che lo Stato avrebbe celebrato il processo violando alcune norme di legge: "E' una vicenda molto complessa e le nostre argomentazioni sono tante. Non poteva essermi contestata l'accusa di associazione mafiosa".

Giuseppe Lipera, legale di Contrada, si è detto soddisfatto per la decisione della Corte ed ha aggiunto: "la sentenza di Strasburgo sarà un altro elemento per ottenere la revisione della condanna”.Il riferimento è alla quarta domanda di revisione del processo già inoltrata dall'avvocato dell'ex 007.

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