Migrante morto e buttato in mare: il corpo dilaniato dagli squali

Uno scafista originario della Guinea è stato fermato dalla polizia di Ragusa: oltre al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina gli viene contestata la morte di un profugo gettato in mare

Un’altra tragedia figlia della disperazione e dell’avidità si è consumata nel Mediterraneo. Un uomo proveniente con oltre cento altri migranti dal Nord Africa è morto mentre si trovava sull’imbarcazione che è stata successivamente soccorsa da un’imbarcazione battente bandiera maltese.

L’uomo ha esalato la benzina che si era rovesciata sull’imbarcazione per il mare mosso e in seguito a queste esalazioni è morto intossicato. Il suo cadavere è stato gettato in mare e dilaniato dagli squali che seguivano l’imbarcazione.

Il presunto scafista, un uomo originario della Guinea, è stato fermato dalla polizia di Ragusa dopo che i migranti sono arrivati nel porto di Pozzallo nella serata di ieri. Si tratta del quattordicesimo scafista fermato dalla polizia ragusana dall’inizio dell’anno: fino a oggi sono stati individuati tutti i responsabili degli sbarchi a Pozzallo.

Allo scafista vengono contestati il favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e la morte (seppure non voluta) del profugo deceduto durante la traversata e gettato in mare.

I migranti – 101 uomini, 8 donne e un minore – provengono da Nigeria, Costa d’Avorio, Senegal e Mali e fra di loro vi era anche una donna incinta con ustioni da contatto che non sarebbe in condizioni gravi.

Intanto il Viminale ha indirizzato ai prefetti una circolare nella quale si parla di “emergenza sbarchi”: la tormentata situazione politica della Libia e le condizioni meteo favorevoli alle traversate lasciano prevedere un aumento dei flussi migratori diretti verso le coste della Sicilia.

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Via | Agi

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